Il Giacinto d’acqua mette a repentaglio le lagune oristanesi

Difficile da debellare, sornionamente la specie aliena si riprende pian piano il canale, nascosta fra i canneti nelle sponde del Rio Mare e Foghe.

Difficile da debellare, sornionamente la specie aliena si riprende pian piano il canale, nascosta fra i canneti nelle sponde del Rio Mare e Foghe. Il Giacinto d’Acqua protagonista negativa delle lagune oristanesi, nel 2013 arrivò anche nello stagno di Cabras, causando danni alla fauna ittica e paesaggistica.

Sarebbe auspicabile un intervento immediato, senza aspettare che si propaghi pericolosamente; in questo modo si eviterebbero probabilmente danni, dispiaceri, polemiche e soldi. Questa pianta è presente in Sardegna da circa dieci anni, arrivata per la stupidità dell’uomo. Il cambiamento del clima ha fornito le condizioni migliori di adattamento, riproducendo al meglio gli ambienti di provenienza (cioè l’America Latina), la sua resistenza.

L' adattarsi in acque dolci e salmastre la inserisce tra le 100 piante aliene al mondo. La nostra isola paga da troppo tempo per gli errori fatti. Ora la voce spetta ai primi cittadini di Riola, di Cabras, di Nurachi, di Oristano, di Santa Giusta, perché in natura non esiste “il mio..il tuo”, nessuno deve sentirsi solo, perché il pericolo è dietro l’angolo.

 

la foto è di Eligio Mariano Testa, Unaat Sardegna