I risicoltori contro i chicchi cambogiani

Rimane seria la condizione della risicoltura in Italia.

Rimane seria la condizione della risicoltura in Italia. L’invasione di riso proveniente dall’Asia sta mettendo in ginocchio tutti i territori di produzione e il bilancio è tragico: dall’inizio della crisi ha chiuso quasi una azienda di riso su cinque e la situazione è precipitata nel 2014 con la perdita di posti di lavoro e pericoli per la sicurezza alimentare dei consumatori a causa delle importazioni asiatiche.

A richiedere misure di intervento del Mipaaf e delle autorità competenti sono agricoltori e mondine, con le loro famiglie, scesi in questi giorni nelle piazze delle città nei territori di produzione, dalla Lombardia al Veneto, dal Piemonte all’Emilia fino in Sardegna. Particolarmente sotto accusa è il riso proveniente dalla Cambogia, passato da 5 a 181mila tonnellate nell'arco di cinque campagne.

I produttori italiani chiedono che vengano attuati imponenti controlli qualitativi sulla varietà Indica, importata dal paese asiatico, dopo che nel primo semestre dell'anno in corso il sistema di allerta rapido europeo (Rasff) ha prodotto numerosissime notifiche per la presenza nei chicchi di pesticidi non autorizzati o che superano i limiti ammessi.