I consumi di caffè in Italia

Secondo il report di Fipe (Federazione Italiana Pubblici Servizi), è durante la colazione che la vendita di caffè raggiunge quasi il 50% delle consumazioni al bar, di questo 50%, fanno parte quasi il 20% di italiani che ammettono di bere solo un espresso piuttosto che concedersi un breackfast completo. Circostanza, questa, poco raccomandata dai nutrizionisti, ma spesso dettata dalla fretta di raggiungere il posto di lavoro.

Secondo il report di Fipe (Federazione Italiana Pubblici Servizi), è durante la colazione che la vendita di caffè raggiunge quasi il 50% delle consumazioni al bar, di questo 50%, fanno parte quasi il 20% di italiani che ammettono di bere solo un espresso piuttosto che concedersi un breackfast completo. Circostanza, questa, poco raccomandata dai nutrizionisti, ma spesso dettata dalla fretta di raggiungere il posto di lavoro. La media è di circa 175 tazzine di espresso servite ogni giorno nei singoli bar, che sale a 202 nel caso di “morning bar” e a 220 per i “lunch bar”.

In un anno sono 6 miliardi le tazzine di caffè vendute in Italia, per un volume di affari annuo di 6,6 miliardi, che rappresenta il 32,5% del fatturato totale di un bar. Le fasce orarie di maggior consumo sono, dopo quella della colazione, che raggiunge il 49,3% delle consumazioni totali di espresso, quella della pausa lavorativa, che rappresenta il 37% e quella del dopo pranzo che arriva al 9,2%. Mentre non raggiunge il 5% la media delle tazzine consumate dopo cena, abitudine che non decolla.

Ma se è vero che il costo di un caffè in Italia si aggira mediamente intorno a 1 euro a tazzina, il prezzo dell’espresso varia notevolmente a seconda della città in cui lo si ordina. Bologna, dove al bar la tazzina di caffè si paga 1,08 euro, si rivela la più cara, mentre Bari, con i suoi 75 centesimi, è decisamente più a buon mercato. 

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