Gubbio: incontro sul progetto europeo “Big Foot”

La migrazione dei giovani verso le aree urbane, dovuta alla mancanza di opportunità di lavoro e la marginalizzazione socio-culturale delle persone anziane nelle diverse aree montane d’Europa rappresentano due drammatici fenomeni di cui s’è fatto carico il progetto “

La migrazione dei giovani verso le aree urbane, dovuta alla mancanza di opportunità di lavoro e la marginalizzazione socio-culturale delle persone anziane nelle diverse aree montane d’Europa rappresentano due drammatici fenomeni di cui s’è fatto carico il progetto “Big Foot”, in linea con le politiche europee regionali e specialmente con l’idea dello “sviluppo guidato dalla comunità stessa”.

Obiettivo primario: incoraggiare l’apprendimento intergenerazionale ed il dialogo nelle zone di montagna e valorizzare le competenze e le esperienze specifiche delle generazioni passate, attraverso “La mappatura partecipata”, processo di consultazione e di dialogo con la comunità locale.

Il progetto “Big Foot”, che si sviluppa in tre aree montane europee, il Comune di Gubbio per l’Italia, quello di Berkovitsa per la Bulgaria e Tritala per la Grecia, consiste nella scoperta della visione dei cittadini sullo stato delle risorse culturali, storiche ed ambientali della comunità e nell’analisi dei bisogni formativi di questa. I risultati di tale fase partecipata verranno utilizzati per pianificare e sviluppare interventi di insegnamento e formazione intergenerazionale nei quali le persone più anziane saranno gli insegnanti dei più giovani, dei turisti o di tutte le persone interessate principalmente su tre temi: turismo, artigianato, ecologia della produzione e del consumo.

“L’universo giovanile e quello senile – spiega Michela Tinti, assessore allo Sviluppo economico del Comune di Gubbio – appaiono spesso come due realtà a sé stanti, mentre sono estremamente importanti l’una per l’altra. La memoria deve essere il valore nel quale risiede il collegamento, il ponte, tra il passato e il moderno. E’ basilare quindi, incoraggiare il dialogo tra generazioni diverse. Gli anziani come, memoria di saperi e tradizioni costituiscono un patrimonio d’eccellenza della nostra comunità, da tutelare e valorizzare, soprattutto in un’era di desertificazione delle capacità come quella che stiamo attraversando. I giovani, dal canto loro, hanno l’abilità di saper utilizzare strumenti multimediali come i computer, necessari in quest’epoca odierna della comunicazione di massa. Attraverso il progetto ‘Big Foot’ si possono riscoprire tradizioni e mestieri che rischiano di scomparire, proprio mentre s’incoraggia l’apprendimento degli strumenti informatici, ed i moderni mezzi di comunicazione di massa”.