Gran Cru d’Italia in Asia, asta record nell’ex colonia britannica.

Durante una cena di gala all'hotel Icon, alla quale hanno partecipato 260 personalità fra le più autorevoli e ricche di Hong Kong, Christie's ha battuto martedì 23 una delle aste di maggior successo degli ultimi mesi, tutta dedicata ai vini che fanno parte del Comitato Grandi Cru d'Italia.

Durante una cena di gala all'hotel Icon, alla quale hanno partecipato 260 personalità fra le più autorevoli e ricche di Hong Kong, Christie's ha battuto martedì 23 una delle aste di maggior successo degli ultimi mesi, tutta dedicata ai vini che fanno parte del Comitato Grandi Cru d'Italia.

Il valore totale degli 11 selezionatissimi lotti ha superato il milione di dollari di Hong Kong (quasi 100mila euro). Accesissima è stata la competizione sui lotti 9 e 11. Entrambi hanno raggiunto i 200mila dollari di Hong Kong (19.900 euro circa). Il 9 era composto da formati speciali del Castello di Brolio, Brunello Col d'Orcia, Sassoalloro e Fontalloro.

Il numero 11 comprendeva Magnum di Sassicaia, Tignanello, Lupicaia, I Sodi di S. Niccolò dell'annata storica 1986 e Il Pareto. Un ottimo prezzo di aggiudicazione l'ha registrato anche il lotto numero 7, trainato dal prestigio di Ornellaia, presieduta da Ferdinando Frescobaldi. Tutti i lotti sono stati aggiudicati come minimo a un prezzo doppio rispetto alla base d'asta.

L'asta è stata organizzata in collaborazione con il Politecnico di Hong Kong, la migliore università dell'ex-colonia inglese, a favore del corso di laurea in Hotellerie e Turismo. Il Comitato Grandi Cru d'Italia, che è presieduto da Vittorio Frescobaldi e riunisce 110 produttori di eccellenza del vino italiano (con i rating più alti di tutte le guide e i magazine italiani e stranieri da almeno 20 anni) ha avviato così il progetto Hong Kong e Cina, per trainare il vino italiano che a differenza del resto del mondo ha in Cina una quota di mercato ben lontana da quella francese.

Mentre in Usa il primato è dei vini italiani, a Hong Kong e in Cina, la Francia ha il 50% e l'Italia un 7% scarso. Il programma dei Grandi Cru prevede, oltre all'organizzazione di aste per evidenziare il valore dei migliori vini italiani, una profonda azione di acculturamento sul vino italiano.