Gli anfibi della Sardegna

In Sardegna è presente la raganella sarda Hyla sarda e la rana verde di lessona Rana lessonae; quest’ultima è stata scoperta negli anni cinquanta, nella zona di Tempio Pausania e nel Campidano di Oristano.

In Sardegna è presente la raganella sarda Hyla sarda e la rana verde di lessona Rana lessonae; quest’ultima è stata scoperta negli anni cinquanta, nella zona di Tempio Pausania e nel Campidano di Oristano.

In Sardegna è presente anche il rospo smeraldino Bufo viridis. Le rane, le raganelle e i rospi appartengono all’ordine degli anuri, tutti e tre vivono uno stile di vita differente. Le rane sono acquatiche, i rospi terricoli e le raganelle arboricole. La raganella sarda frequenta anche gli acquitrini, essendo arboricola possiede dei cuscinetti adesivi con cui si aggrappa alle foglie di cespugli. Questo le permette una visuale ideale e di spiccare dei salti per cacciare.

La raganella Sarda è presente in Corsica e in alcune isole della Toscana. Dagli ultimi studi risultano in Italia quattro specie distinte di raganelle, la Hyla meridionalis, la Hyla arborea, la Hyla intermedia e la Hyla sarda. Gli anuri sono delle sentinelle (BIOINDICATORI) delle qualità ambientali fluviali e terresti. Molti ricercatori di tutto il mondo si dedicano allo studio degli anfibi, per tutelare i loro habitat e la specie. Dagli ultimi dati mondiali, risulta che più di 6000 specie siano in pericolo di estinzione, e dal 1980 più di 200 sono scomparse.

Anfibi in Sardegna endemismi : la raganella Hyla sarda, altri endemismi come il Geotritone sardo,lo Speleomantes genei, lo Speleomantes imperialis, lo Speleomantes flavus, lo Speleomantes supramontis, gli endemismi del Euprotto sardo Euproctus platycephalus.

Così come nel resto d’Italia sono presenti tanti anfibi come la Rana verde italiana, la Rana verde balcanica, la Rana verde di lessona, così come il Rospo smeraldino di Sicilia, il Rospo smeraldino di Lampedusa, così come le Salamandre anfibi tutti da salvaguardare. Gli anfibi corrono il rischio della perdita dei loro habitat, dovuto all'utilizzo indiscriminato delle risorse idriche, all’uso di diserbanti e pesticidi in agricoltura. Ogni forma di endemismo che si estingue è una perdita molto grave per l’ambiente, per la biodiversità, per l’uomo.

 

foto di Eligio Mariano Testa – Unaat nazionale