Frutta a guscio italiana decapitata dalla spending review

Ammonta infatti a circa dieci milioni di euro il taglio agli aiuti per i produttori di nocciole, noci, pistacchi, mandorle e carrube, deciso dal Ministero dell'economia nonostante le norme europee prevedano

Ammonta infatti a circa dieci milioni di euro il taglio agli aiuti per i produttori di nocciole, noci, pistacchi, mandorle e carrube, deciso dal Ministero dell'economia nonostante le norme europee prevedano l'istituzione di contributi nazionali per questo settore.

Fino al 2011 l'Italia, nel rispetto delle leggi Ue che contribuiva all'erogazione di tali aiuti, stanziava ai produttori nazionali di frutta a guscio dei fondi che aiutavano queste produzioni a sopravvivere alle loro difficili condizioni, dovute soprattutto alle zone di difficile coltivazione, nonché a rischio abbandono e dissesto idrogeologico, in cui sono per la maggior parte collocate.

Per il 2012, invece, il Mipaaf ha annunciato di recente che il ministero dell'economia non stanzierà i circa dieci milioni di euro necessari per coprire l'aiuto nazionale al settore della frutta a guscio, che ammonta a 120,75 euro per ettaro. Il dicastero diretto da Mario Catania ha precisato che gli aiuti sono a rischio anche per il 2013, ma questo si saprà solo all'inizio del prossimo anno.

Se le importazioni dall'estero, con quotazioni molto concorrenziali nonostante la qualità peggiore, hanno già messo in ginocchio il comparto italiano della frutta a guscio, il taglio agli aiuti rischia di uccidere definitivamente quello che, per il presidio di zone collinari fragili dal punto di vista ambientale ed economico, nonché per il notevole pregio paesaggistico e agroalimentare, è uno dei fiori all'occhiello dell'agricoltura italiana.