Feltre, ritorno alle miniere dei faraoni

A Valle Imperina (Feltre) lo scorso  12 luglio è stata inaugurata una mostra sul lavoro dei minatori italiani emigrati dalle Alpi al deserto egiziano.

A Valle Imperina (Feltre) lo scorso  12 luglio è stata inaugurata una mostra sul lavoro dei minatori italiani emigrati dalle Alpi al deserto egiziano.

 Un viaggio compiuto da molti ex contadini bellunesi e piemontesi, diventati minatori, che affrontarono la trasferta per andare a lavorare nelle miniere di fosfati di Kosseir, sul mar Rosso.

A questa sconosciuta vicenda di emigrazione, iniziata esattamente 100 anni fa, il 27 luglio 1912, e conclusasi negli anni Sessanta del secolo scorso, è dedicata la mostra “Ritorno alle miniere dei faraoni”. L’esposizione ricostruisce, attraverso un ricchissimo archivio di foto d’epoca e la fitta corrispondenza tra gli emigranti e le loro famiglie, non soltanto una storia di duro lavoro, ma anche una straordinaria esperienza di integrazione. Nella “colonia italiana” vivevano, infatti, duecento persone, tra lavoratori e familiari, che costruirono un piccolo villaggio dotato di ospedale e ambulatorio medico, di una scuola elementare frequentata da bambini italiani ed egiziani, di una chiesa per il culto cattolico affiancata da due moschee.

La mostra, dopo essere stata esposta al Museo di Scienze naturali di Torino e al Museo di Serravella, approda ora agli ex forni fusori delle miniere di Valle Imperina a Rivamonte, nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. “La scelta di ospitare la mostra a Valle Imperina – commenta il direttore del Parco, Nino Martino – non è casuale; molti degli emigranti che lavoravano a Kosseir provenivano infatti dall’Agordino e l’allestimento di questa mostra vuole essere un omaggio al loro lavoro e un modo per ricordare i 50 anni dalla chiusura delle miniere di Valle Imperina, che cessarono la loro attività nel 1962”.

La mostra è stata  inaugurata giovedì 12 luglio, alle ore 18.00. L’esposizione, ad ingresso libero, sarà visitabile fino al 2 settembre, con i seguenti orari: giovedì e venerdì dalle 16 alle 19; sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

La mostra è stata ideata e curata da Bianca Gera e Renza Pellegrini e realizzata grazie alla collaborazione del Museo di Scienze naturali di Torino e della Fondazione per lo studio e la documentazione delle società di mutuo soccorso.

“Questa esposizione – sottolinea il presidente del Parco, Benedetto Fiori – è stata realizzata grazie alla passione delle curatrici della mostra e la fruizione al pubblico è garantita dalla attività volontaria di moltissime persone ed associazioni agordine, coinvolte dall’entusisamo di Marianina Dall’Armi Del Din. Non mi è possibile ringraziare tutti singolarmente, ma desidero almeno citare i gruppi e le associazioni che, con la loro fondamentale collaborazione, hanno permesso di realizzare la mostra: il Circolo culturale Agordino e la Biblioteca civica di Agordo, i Ladini del Poi, l’Apim, l’Arca, il Gamp, gli Amici di Kosseir e il Club Unesco Agordino. Questa iniziativa dimostra come la collaborazione tra il Parco e le realtà dell’associazionismo e del volontariato locali porti a risultati di grande rilievo culturale, che possono avere importanti ricadute anche sul piano della promozione turistica dei nostri territori, cosi’ ricchi non solo di natura ma anche di storia”.