Export unica soluzione per l’agroalimentare

Con il Paese in recessione per la terza volta in sei anni anche le produzioni agroalimentari italiane devono puntare sull'estero per salvare i bilanci aziendali. A sostenerlo è il Wall Street Journal, che nella prima pagina della edizione europea ha pubblicato lo scorso 5 gennaio un articolo di analisi a firma Manuela Mesco.

Con il Paese in recessione per la terza volta in sei anni anche le produzioni agroalimentari italiane devono puntare sull'estero per salvare i bilanci aziendali. A sostenerlo è il Wall Street Journal, che nella prima pagina della edizione europea ha pubblicato lo scorso 5 gennaio un articolo di analisi a firma Manuela Mesco.

L'articolista sottolinea la flessione dei consumi interni (-13% dal 2008 secondo l'associazione dei consumatori Federconsumatori) ed elenca una serie di casi produttivi in cerca di un' alternativa al pericolo di una crisi caratterizzata, anche, dalle innumerevoli norme sanitarie in vigore sul territorio italiano e dai tagli per i fornitori imposti dalla grande distribuzione. Tra tutti i produttori attuatori di una politica economica estera si segnalano il Consorzio del Parmigiano Reggiano, Isolabella, Venchi e i produttori di prosciutto. Ma in generale e complessivamente si parla di produttori e produzioni simbolo del made in Italy.