Europa, progetto Euresp: dalle imprese voglia di “green”

Trentadue consulenze ambientali a condizioni agevolate ad altrettante piccole e medie imprese, al termine delle quali un’azienda su due ha deciso di investire per diventare sempre più green.

Trentadue consulenze ambientali a condizioni agevolate ad altrettante piccole e medie imprese, al termine delle quali un’azienda su due ha deciso di investire per diventare sempre più green.

È questo il risultato principale ottenuto dal progetto europeo Euresp in Emilia-Romagna. Un riscontro che ha convinto l’Unione europa a rifinanziare il progetto che proseguirà così fino a novembre 2013 aprendo nuove opportunità a tante piccole e medie imprese.

I risultati del progetto e gli obiettivi della nuova programmazione sono stati illustrati a Bologna nel corso di un seminario organizzato da Aster, che partecipa ad Euresp in qualità di partner della Rete Enterprise Europe Network – la rete europea a sostegno delle piccole e medie imprese operante anche in Emilia-Romagna attraverso il Consorzio Simpler di cui Aster è parte.

“Questo progetto – spiega il direttore generale di Aster Paolo Bonaretti – è importante perché aiuta in modo concreto le piccole imprese ad imboccare la strada della sostenibilità, capace di migliorare insieme la qualità dell’ambiente e la competitività delle aziende”. Euresp in questi mesi ha prodotto innanzitutto un catalogo dei fornitori di servizi ambientali, che ogni azienda interessata può consultare sul sito del progetto (www.euresp.net/it), dove si trovano anche 35 documenti e cinque guide alle migliori pratiche.

Tutto ciò che serve, insomma, per avviare un percorso di sostenibilità in azienda. Per compiere un passo in più, il progetto si proponeva di sostenere, anche sotto il profilo finanziario, 24 interventi di consulenza ambientale in altrettante imprese. Potevano candidarsi Pmi di tre settori specifici: alimentare, produzione materiali da costruzione e gestione rifiuti.

A ognuna di queste sono stati forniti servizi come l’energy audit per individuare, ad esempio, sprechi energetici o verificare il rispetto delle norme, comprese quelle su gestione delle risorse e dei rifiuti. Il risultato ha superato di gran lunga le attese, visto che le imprese coinvolte sono state non 24 ma 32.

Il fatto più rilevante, però, è che per il 50% di queste, il primo intervento consulenziale ha innescato la scelta di investire per diventare più green. C’è chi ha realizzato un nuovo impianto energetico, chi ha creato dal nulla un sistema di gestione ambientale in fabbrica, chi ha creato un impianto per la digestione anaerobica dei rifiuti.

Risultati convincenti, che hanno indotto l’Unione europea a rifinanziare il progetto. Euresp + (così si chiama la seconda fase di Euresp), che sta partendo in queste settimane e si rivolgerà ad aziende dei settori chimica, metalli e trattamento delle superfici. Come il suo predecessore mira ad incoraggiare il trasferimento di conoscenze in campo ambientale verso le piccole e medie imprese e ad agevolare l’accesso ai servizi ambientali da parte delle stesse, anche grazie a finanziamenti.

Il primo bando per partecipare uscirà in giugno. Le aziende interessate possono rivolgersi a euresp@aster.it o consultare il sito www.euresp.net/it