Europa, non serve vendere nuovi permessi per le emissioni

Vista la situazione di eccedenza del mercato europeo del carbone, la Commissione europea dovrebbe ritardare la vendita di nuovi permessi di inquinamento.

Vista la situazione di eccedenza del mercato europeo del carbone, la Commissione europea dovrebbe ritardare la vendita di nuovi permessi di inquinamento. È quanto indicato dai deputati della commissione all'Ambiente in un rapporto approvato martedì.

L'obiettivo? Sostenere i prezzi troppo bassi del carbone e suscitare l'interesse degli investitori nelle tecnologie a bassa emissione di CO2. Alcuni hanno invece sostenuto che questa scelta potrebbe colpire l'industria proprio in fase di recessione.

La commissione parlamentare all'Ambiente ha sostenuto le modifiche relative al sistema di scambio delle quote di emissioni, permettendo così alla Commissione europea di ritardare l'asta delle quote d'emissione di CO2 per il periodo 2013-2020.

"Si tratta di un messaggio chiaro in favore di un sistema – solido e sano – di scambio delle quota di emissione. Aumentare il prezzo di carbone contribuerà alla costruzione di un'economia europea a basso consume di CO2" ha indicato il presidente della commissione all'Ambiente, Matthias Groote.

La crisi economica ha ridotto le emissioni di CO2 in maniera inattesa. E un surplus di quote non utilizzate è rimasto disponibile, facendo precipitare i prezzi. Per evitare un'ulteriore crisi del mercato, la Commissione europea desidera ritardare la vendita delle nuove quote e ha richiesto l'approvazione del PE e del Consiglio.

Nonostante ciò, alcuni deputati si sono opposti alla proposta. In gennaio, la commissione all'Industria aveva infatti rifiutato il progetto della Commissione con un voto non vincolante. "Intervenire in un sistema di mercato, con l'intenzione di stimolare i prezzi aumentando allo stesso tempo i costi per l'industria e le PMI, significa inviare un segnale negativo in tempi di crisi", ha ricordato la vicepresidnete della commissione all'Industria Romana Jordan