Esempi: Capannori e il “cemento intelligente”

Capannori, la cittadina toscana in provincia di Lucca con circa 50mila residenti, vanta un invidiabile primato: è il centro abitato dove si punta più al recupero degli edifici esistenti rispetto alla nuova edificazione.

Capannori, la cittadina toscana in provincia di Lucca con circa 50mila residenti, vanta un invidiabile primato: è il centro abitato dove si punta più al recupero degli edifici esistenti rispetto alla nuova edificazione.

Nel dettaglio, negli ultimi sette anni e mezzo a Capannori si è preferito realizzare le case recuperando gli edifici esistenti, che magari erano dei ruderi e degradavano il paesaggio, piuttosto che edificarne nuove utilizzando il terreno vergine dei campi.

Dall’entrata in vigore del regolamento urbanistico nel giugno del 2004 al 31 gennaio 2012 il Comune ha infatti rilasciato un permesso a costruire ogni due a recuperare. E’ quanto emerge dal monitoraggio sullo stato di attuazione del regolamento urbanistico effettuato dallo stesso Comune di Capannori. Dall’analisi dei dati risulta che sono stati realizzati 629 nuovi alloggi, in prevalenza nelle zone pianeggianti. Fra tutte spicca quella di Lammari, dove sono state costruite 112 case, seguita dalla macro-area di Camigliano, San Colombano, Segromigno in Piano e Segromigno in Monte con 99 abitazioni e la frazione di Marlia con 73 abitazioni.

Sulle colline, sia a nord che a sud, si sono costruire poche nuove case: nessuna nella macro-area di Matraia e Valgiano, quattro in quella di Petrognano, San Gennaro e Tofori, sette in quella di Pieve e Sant’Andrea di Compito. Sono invece ben 1.213 gli alloggi recuperati. Il maggior numero ricade nella macro-area di Camigliano, San Colombano, Segromigno in Piano e Segromigno in Monte con 248 unità, cui seguono le frazioni di Lammari e Marlia, rispettivamente con 157 e 152 recuperi.

Chiudono questa statistica la macro-area di Sant’Andrea in Caprile e San Pietro a Marcigliano con quattro edifici recuperati, quella di Matraia e Valgiano con 16 recuperi e quella di Pieve a Sant’Andrea di Compito con 22 fabbricati recuperati. “L’amministrazione comunale sta contribuendo in maniera tangibile alla salvaguardia del territorio – spiega l’assessore all’urbanistica, Claudio Ghilardi.

“I dati denotano che gran parte del fabbisogno abitativo è soddisfatto con alloggi di recupero e non di nuova edificazione. Ciò è confortante, in quanto in linea con gli indirizzi del Piano strutturale del Comune, con il Piano territoriale di coordinamento della Provincia e con la legislazione regionale. Sulla scorta di questo quadro, la variante generale del 2009, che operò una riduzione delle previsioni edificatorie abitative stralciando tutte quelle ritenute non sostenibili, per effetto dell’applicazione dei fattori escludenti, dimostra che è stato un intervento lungimirante anche sotto l’aspetto previsionale e in linea con le esigenze di sviluppo demografico di Capannori”.

Il monitoraggio sulle costruzioni è stato eseguito per verificare il grado di attuazione delle previsioni urbanistiche contenute nella variante generale approvata nel 2009 e il residuo delle previsioni di piano non ancora attuate.