Energia da fonti alternative al 100% nel 2035

Le energie rinnovabili potrebbero rappresentare nel 2035 il 100% della capacità energetica globale ma l’Agenzia Internazionale per l’Energia preconizza un limite pari a solo il 50%.

Le energie rinnovabili potrebbero rappresentare nel 2035 il 100% della capacità energetica globale ma l’Agenzia Internazionale per l’Energia preconizza un limite pari a solo il 50%. Il rapporto annuale pubblicato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), evidenzia infatti l’impatto sempre crescente dei combustibili fossili sull’ambiente e l’effetto negativo sulle economie dei loro prezzi, elevati e volatili, ma non trae le dovute conseguenze e non spiega con la necessaria forza come l’efficienza energetica e l’energia rinnovabile siano la via d’uscita globale da questi problemi.

La previsione dell’Agenzia al 2035 può essere considerata addirittura una vera e propria marcia indietro in quanto l’attuale trend di sviluppo delle energie rinnovabili consentirebbe di raggiungere l’obiettivo anche prima di venticinque anni. Così la pensa anche il WWF: “Le energie rinnovabili rappresentano il futuro, oltre che la chiave per una vera sicurezza energetica e climatica – ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Policy Clima ed Energia del WWF Italia – Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia, entro il 2035 circa metà della nuova capacità energetica globale proverrà dalle energie rinnovabili. Ma non è certo un obiettivo ambizioso, potremmo raggiungerlo semplicemente continuando con il trend attuale. Secondo il recente Energy Report del WWF, è infatti possibile arrivare al 100% di energie rinnovabili entro il 2050.”

Il WWF mette anche in dubbio l’affermazione contenuta nel rapporto secondo cui i prezzi globali del petrolio tra 20 anni saranno solo poco più alti rispetto a oggi: “Le economie emergenti produrranno tre miliardi di nuovi consumatori. Se questi usassero combustibili fossili ai ritmi in cui li utilizziamo oggi, i prezzi del petrolio, così come le emissioni di CO2, avrebbero un picco mai visto – ha detto Mariagrazia Midulla del WWF Italia. Il rapporto dell’Agenzia internazionale per il 2011 mostra anche che la assoluta necessità di rimpiazzare il carbone, il combustibile a più alta emissione di carbonio, non può trasformarsi in una corsa verso il gas, combustibile a minor contenuto di carbonio: riconvertire la produzione di energia verso il gas, in assenza di altre misure per promuovere prioritariamente il risparmio energetico e le rinnovabili – potrebbe portare il mondo a un riscaldamento globale di oltre 3,5° C, decisamente troppo rispetto alla necessità, sancita anche a livello internazionale, di mantenere l’aumento della temperatura globale entro i 2°C rispetto all’era preindustriale. “L’Agenzia Internazionale dell’Energia ha agito da leader nell’evidenziare il legame tra i combustibili fossili e il cambiamento climatico – ha continuato Mariagrazia Midulla, del WWF Italia – Vorremmo che mantenesse questa leadership e concentrasse di più i suoi sforzi per avere un futuro totalmente basato sulle energie rinnovabili.” Il World Energy Outlook mostra anche che fornire energia pulita, economica e sicura alle popolazioni più povere è sicuramente possibile. Costerebbe meno di 50 miliardi di dollari all’anno portare servizi energetici di base e fonti rinnovabili a circa 3 miliardi di persone che oggi, in tutto il mondo, ne sono prive. In confronto, le importazioni di petrolio di Europa e Stati Uniti sommate insieme, costano 12 volte tanto. Inoltre, i sussidi ai combustibili fossili per i consumatori, attualmente pari a 400 miliardi di dollari, offrono ben pochi benefici alle popolazioni povere. “L’Agenzia Internazionale per l’Energia ha fortunatamente sfatato il mito che i sussidi ai combustibili fossili diano benefici alle popolazioni povere – ha concluso Midulla, del WWF Italia – Meno di un decimo di questi sussidi ha raggiunto il 20% dei poveri del Pianeta: in realtà, non pagano altro che i consumi energetici crescenti della classe media e peggiorano il problema dei cambiamenti climatici. Questi soldi dovrebbero invece essere usati per incentivare le rinnovabili e per portare energia pulita ed economica alle persone che davvero ne hanno bisogno, ovvero le popolazioni più povere.” Nei Paesi in via di sviluppo, più di 1 miliardo di persone è privo di un accesso sicuro all’energia elettrica e più di 2,5 miliardi utilizzano carbone e biomasse inquinanti e inefficienti per cucinare e per riscaldarsi.