Emilia-Romagna: si ripresenta il problema-cinghiali

BOLOGNA – “Per noi l’obiettivo della conservazione della specie e della salvaguardia della biodiversità è e rimane fondamentale. Nessuna guerra agli ungulati dunque, ma misure per trovare un punto di equilibrio sostenibile con l’esercizio delle attività agricole e umane”.

L’assessore all’Agricoltura e all’attività faunistico-venatoria dell’Emilia-Romagna, Tiberio Rabboni, cerca la quadra per venire incontro alle esigenze degli agricoltori e, nel contempo, fornire assicurazioni agli animalisti. Al centro delle discussioni l’annoso problema degli ungulati, cioè cinghiali, cervi, daini e caprioli, il cui numero in crescita ha ricadute sia sull’impatto con produzioni agricole e forestali, ma anche sulle attività umane come la mobilità.

L’incremento dei numeri è dovuto principalmente allo spopolamento delle montagne, all’estensione dei parchi e delle aree protette, alla più rigorosa regolamentazione dell’attività venatoria. Un esempio su tutti: i caprioli dalla stagione venatoria 2005-2006 a quella 2009-2010 sono passati da 77 mila a 109 mila. Dieci anni fa erano 15 mila. Nello stesso arco di tempo gli indennizzi per i danni alle produzioni agricole sono passati da circa 241 mila a 507 mila euro. Vigneti e frutteti sono le coltivazioni più a rischio, mentre sono in aumento gli incidenti stradali determinati dalla presenza di tali animali. Per questo la Regione ha stipulato un’intesa con l’Ispra (Istituto superiore nazionale per la protezione e la ricerca ambientale) che prevede nuove modalità di gestione del problema. L’accordo, che ha durata triennale, prevede misure straordinarie, con la supervisione tecnica e scientifica, appunto, dell’Istituto nazionale per la protezione e la ricerca ambientale. S’introduce la possibilità di autorizzare percentuali di prelievo annuale della popolazione censita, anche superiori a quelle attualmente indicate del 20-25%.

Per i cinghiali, inoltre, viene adottato il criterio della “soglia di danno economico tollerabile”, cui rapportare il prelievo. La Regione adeguerà il calendario venatorio. Cambieranno anche le modalità di indennizzo. Se fino ad ora la Regione trasferiva le risorse alle singole Province alla fine dell’annata agraria sulla base dei danni accertati, ora assegnerà da subito un budget alle singole amministrazioni, lasciando però loro la disponibilità degli eventuali risparmi.