Emilia, a Enologica cresce l’export

In occasione di Enologica – Salone del vino e del prodotto tipico dell’Emilia Romagna che si svolge a Faenza dal 16 al 18 novembre 2012 verrà presentato il rapporto “I consumatori Italiani e l’agroalimentare.

In occasione di Enologica – Salone del vino e del prodotto tipico dell’Emilia Romagna che si svolge a Faenza dal 16 al 18 novembre 2012 verrà presentato il rapporto “I consumatori Italiani e l’agroalimentare. Il caso dell’Emilia Romagna”, realizzato da Nomisma.

In sintesi il rapporto evidenzia che crisi e recessione spingono in negativo i numeri del sistema produttivo italiano, ma il comparto agroalimentare sembra muoversi in modo anticiclico: in particolare in Emilia Romagna.

Crescono volume di produzione, fatturato e, soprattutto, esportazioni. In questa regione nel 2011 la filiera del cibo ha prodotto un fatturato alimentare di 26,2 miliardi di euro, valore corrispondente al 12% dell’intera PLV italiana e al 20% del fatturato dell’intera industria alimentare nazionale, con dinamiche di fatturato delle imprese agricole e alimentari superiori a quelle medie nazionali.

Il trend positivo si riflette anche nell’export: nel 1° semestre del 2012 il volume delle esportazioni è cresciuto con un tasso d’incremento superiore da parte delle imprese regionali rispetto alla media nazionale: +6% contro +4,7%. Questa migliore performance delle imprese regionali in tema di esportazioni deriva principalmente da un incremento nell’export di vini e bevande che nel I° semestre 2012 ha registrato – rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – un + 16% rispetto ad un aumento che a livello nazionale si è fermato ad un +7%.

Questo sviluppo del vino emiliano – romagnolo sui mercati esteri è stato trainato dalle imprese cooperative, il cui peso sul fatturato del settore è pari al 60%, in crescita di circa il 24% dal 2005 (rispetto ad un +13%registrato dalla media delle imprese vinicole regionali). Il rapporto esamina le scelte di 827 responsabili di acquisto delle famiglie italiane, campione rappresentativo dell’intero universo nazionale, con riferimento alla riconoscibilità di cibi e vini regionali, alla percezione della loro qualità, anche quando proveniente dalla filiera produttiva delle cooperative.

Propensione e comportamenti di acquisto I consumatori italiani riconoscono e apprezzano i prodotti agroalimentari dell’Emilia Romagna: il 48,9% del campione li considera di qualità più elevata rispetto a quelli delle altre regioni, il 48,6% uguale o quasi uguale e solo lo 0,2% più bassa. Il 33,1% delle persone si dichiara disposta a pagare fino il 5% in più del prezzo per acquistarli, il 21% di loro si spinge fino a un rialzo che arriva al 10% del prezzo.

I dati indicano una forte propensione all’acquisto di prodotti con origine certa, regionali e garantiti da marchi DOP e IGP e i prodotti agroalimentari della regione sono considerati i migliori del nostro Paese. La situazione però cambia quando il focus si sposta sul vino. A fronte di una forte crescita nella produzione e nell’esportazione, il vino dell’Emilia Romagna non è ancora tra quelli maggiormente premiati dai consumatori italiani. La qualità percepita è uguale o quasi uguale a quella dei vini delle altre regioni italiane (72,9%), il 66,6% del campione non è disposto a pagare nessuna differenza di prezzo (anche se il 21,6% è disposto a pagare il 5% in più), e soprattutto il vino dell’Emilia Romagna è solo settimo con un 6% di scelta, nelle preferenze dell’origine regionale del prodotto. Classifica condotta da Piemonte, seguito da Toscana, Sicilia, Veneto, Campania e Puglia.

Performance economica.  A tirare la volata in Emilia Romagna è l’export vinicolo. Dal 2005 a oggi cresciuto in valore dell’87%. Merito anche dei livelli qualitativi raggiunti dalle imprese cooperative, come nel caso del successo internazionale del Lambrusco, il cui peso sul fatturato del settore è pari al 60%, in crescita di circa il 24% sempre dal 2005, rispetto a comunque positivo +13% registrato dalla media delle imprese vinicole regionali.

Ma a poca distanza troviamo i dati riferiti a un altro settore dove il ruolo della cooperazione completa il modello produttivo della regione: il sistema dei prodotti di qualità DOP e IGP. Tale sistema regionale certificato (composto da 33 prodotti) vale circa 2,6 miliardi (fatturato alla produzione) e rappresenta il 43% del valore complessivo riconducibile alle oltre 200 indicazioni geografiche riconosciute all’Italia.Tra i principali prodotti Dop/Igp regionali figura il Parmigiano-Reggiano, responsabile per il 38% del fatturato complessivo del paniere tutelato regionale: il 70% della produzione di questa Dop è, infatti, riconducibile a imprese cooperative.

L’82% del campione è a conoscenza di questa origine cooperativa, così come il 69,7% degli intervistati si dichiara a conoscenza della gestione cooperativa di oltre il 50% della produzione ortofrutticola della regione e il 67,3% sa che oltre il 60% dei vini emiliano romagnoli sono prodotti e commercializzati da cantine cooperative.