Emergenza randagi, si rischia la carneficina

“Siamo rimasti sgomenti nell'apprendere che la Corte Costituzionale della Romania, dopo una seduta di appena quattro ore, ha dato il via libera alla legge che autorizza la soppressione dei randagi”.

“Siamo rimasti sgomenti nell'apprendere che la Corte Costituzionale della Romania, dopo una seduta di appena quattro ore, ha dato il via libera alla legge che autorizza la soppressione dei randagi”.

Lo dichiara l'Ente Nazionale Protezione Animali che prosegue: “abbiamo più volte detto, e lo ribadiamo anche oggi, che, come sostenuto da autorevoli istituzioni internazionali, lo sterminio di massa è del tutto inutile a risolvere situazioni di randagismo. In questa prospettiva, riteniamo che con l'ok al massacro si cerchi non una soluzione all'emergenza ma quasi una vendetta, compiuta ai danni di animali innocenti, per la morte del bambino deceduto in seguito ad una ipotizzata aggressione di randagi”.

La luce verde accordata dalla Corte Costituzionale purtroppo vanifica i tentativi messi in atto nei giorni scorsi dall'Enpa e da Save the Dogs per evitare la strage. Appena tre giorni fa – lunedì 23 settembre – le presidenti della Protezione Animali, Carla Rocchi, e di “Save the Dogs”, Sara Turetta, avevano incontrato l'ambasciatore della Romania in Italia, trovando un interlocutore attento alle istanze delle associazioni protezionistiche.

In quella circostanza l'Enpa aveva offerto la propria disponibilità e il proprio supporto a collaborare, ad ogni livello istituzionale, con le autorità romene per risolvere il problema randagismo nell'unico modo realmente efficace, ovvero incentivando le sterilizzazioni e le adozioni dei cani, anche all'estero. La Protezione Animali comunque non mancherà di fare il possibile per ottenere la revoca in extremis di un provvedimento che risulta, tra l'altro, osteggiato anche da molti cittadini romeni, e ribadisce la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni della Romania per portare a soluzione “l'emergenza”, ma è necessario anzitutto che esse tornino sui propri passi.

Anche perché, come è stato segnalato da Sara Turetta, nel giro di due o tre anni l'Europa dovrebbe emanare una direttiva sugli animali d'affezione e la Romania sarebbe necessariamente costretta a rivedere la propria policy in materia. La situazione dunque è paradossale. “Ma c'è anche un altro pericolo: che alle vittime istituzionali si aggiungano quelle provocate da improvvisati carnefici vestiti da 'giustizieri' – conclude l'Enpa -. In Romania si rischia un massacro immane, le autorità lo fermino finché sono in tempo”.