Emergenza idrica: non sprechiamo l’acqua

L’allarme acqua è già scattato in quanto quella che c’è non è più sufficiente per far fronte alla canicola, agli incendi, e ai campi a secco. Occorre quindi correre ai ripari razionando l’uso di quella che ancora rimane.

L’allarme acqua è già scattato in quanto quella che c’è non è più sufficiente per far fronte alla canicola, agli incendi, e ai campi a secco. Occorre quindi correre ai ripari razionando l’uso di quella che ancora rimane.

È cosi che a Bolzano il sindaco ha emesso un'ordinanza che vieta l'uso dell'acqua potabile per irrigare i giardini in un'area cittadina dove il serbatoio principale continua a scendere. E l'afa non sta dando tregua nel Frusinate tanto che l'azienda che gestisce il sistema idrico ha deciso un razionamento dell'acqua e la chiusura dei serbatoi in determinate fasce orarie. Per fronteggiare la crisi idrica, ieri il sindaco di Capri ha fatto affiggere vicino alle fontanine pubbliche, per le strade, nei punti più visibili dell'isola e sul sito del Comune un avviso in cui invita residenti e turisti a ''un utilizzo dell'acqua attento e parsimonioso''. Mentre l'emergenza siccità continua a imperversare in Abruzzo, con decine di comuni interessati da provvedimenti per la riduzione o l'interruzione dell'erogazione idrica, aggravati da guasti alle condotte. E in Sardegna, nel Nuorese, è lungo l'elenco delle località balneari che devono fare i conti con l'assenza o il razionamento dell'acqua. Nel Parmense, dove la mancanza di piogge da inizio giugno sta causando gravi danni alle colture e alle imprese agricole, la Provincia e la Regione hanno chiesto al Governo di riconoscere la siccità di quest'estate come evento eccezionale. E in Toscana si è riunito il tavolo tecnico per fare il punto sull'emergenza idrica.

In questo quadro, la Confederazione Italiana Agricoltori denuncia sprechi e disservizi. ''Lungo il sistema idrico italiano si perde mediamente più di un litro d'acqua su tre. Uno spreco che l'Italia non si può permettere'' dice la Cia che ribadisce ''la necessità di lavorare seriamente ad un modello di agricoltura ecocompatibile e ad una rete idrica efficiente, anche con un'autorità unica delle acque''.