Embargo russo, sospiro di sollievo per i produttori europei

Nel 2015 non saranno gli agricoltori europei a dover sostenere, con i loro finanziamenti, l'impatto negativo sull'export provocato dall'embargo russo sui prodotti agroalimentari: é quanto prevede l'accordo di bilancio approvato dal Consiglio Ue, sotto la guida del ministro delle finanze e presidente di turno, Pier Carlo Padoan.

Nel 2015 non saranno gli agricoltori europei a dover sostenere, con i loro finanziamenti, l'impatto negativo sull'export provocato dall'embargo russo sui prodotti agroalimentari: é quanto prevede l'accordo di bilancio approvato dal Consiglio Ue, sotto la guida del ministro delle finanze e presidente di turno, Pier Carlo Padoan.

"Le misure di sostegno per gli agricoltori colpiti dal divieto russo sono finanziate dagli introiti superiori e dalle correzioni attese nell'ambito del Fondo europeo agricolo di garanzia piuttosto che dalla riserva crisi agricola" si legge nel testo pubblicato oggi dal Consiglio Ue. La decisione rappresenta una boccata d'ossigeno importante per il settore agricolo in quanto la riserva di crisi – che nel 2015 rappresenta 433 milioni di euro – e' finanziata dagli stessi produttori, a cui la Commissione Ue preleva i fondi direttamente dai pagamenti europei alle singole aziende.

La Commissione europea per le misure addizionali prese – a partire dallo scorso agosto – in favore degli agricoltori colpiti dall'embargo russo, aveva previsto un pacchetto di circa 344 milioni di euro di aiuti. Quell'ammontare però – sostengono fonti comunitarie – non é stato raggiunto anche con l'aggiunta di 28 milioni di euro che nelle scorse settimane Bruxelles ha destinato ai produttori dei Paesi baltici Ue per le perdite subite.

Insomma, gli agricoltori europei dovrebbero riuscire ad evitare di essere penalizzati due volte: per l'impossibilita' di poter esportare verso l'importante mercato russo e per dover pagare di tasca loro una crisi politica di cui non hanno responsabilità.