Ecco il caffè buono davvero

Fino al 13 aprile ci farà compagnia la campagna “Caffè Fairtrade, buono davvero”, occasione perfetta per assaggiare un caffè che fa la differenza, quello del commercio equo certificato.

Fino al 13 aprile ci farà compagnia la campagna “Caffè Fairtrade, buono davvero”, occasione perfetta per assaggiare un caffè che fa la differenza, quello del commercio equo certificato.

Buono perché assicura il rispetto delle condizioni di lavoro degli agricoltori nei Paesi in via di sviluppo e la tutela dell’ambiente; buono perché di alta qualità; buono perché crede nella voglia di ognuno di cambiare il mondo con una semplice scelta quotidiana. Sono oltre 200 i bar del territorio nazionale che offrono la possibilità di provare il caffè Fairtrade, dal Veneto alla Liguria, dal Trentino alla Campania.

L’elenco dei punti vendita è disponibile sul sito di Fairtrade Italia: cerca nei negozi l’adesivo o l’insegna con il Marchio Fairtrade. Piccoli grani preziosi. Prima di essere una consuetudine irrinunciabile per molti di noi, il caffè è una fonte di reddito per migliaia di piccoli agricoltori dei Paesi in via di sviluppo. Nel mondo sono 25 milioni i piccoli produttori di caffè che lavorano su appezzamenti di terreno di circa 1 ettaro coltivando quasi l’80% dei preziosi grani che, una volta tostati, vengono venduti in tutto il mondo.

Grazie alla certificazione Fairtrade del commercio equo agli agricoltori vengono assicurate condizioni di impiego dignitose. Fairtrade garantisce il pagamento di un prezzo equo, il Fairtrade Minimum Price, per il lavoro e un margine di guadagno aggiuntivo; e il Fairtrade Premium, che le comunità possono investire in programmi di emancipazione e sviluppo, come la costruzione di scuole, ambulatori e corsi di formazione. Ecco perchè anche un gesto semplice e quasi automatico, come prendere il caffè al bar, diventa importante per molte persone!