E’ arrivato l’orto online

Da ieri è possibile ricevere a casa verdura fresca di un orto specifico, il vostro, e monitorare l’andamento della coltura dal computer, grazie ad una webcam.

Da ieri è possibile ricevere a casa verdura fresca di un orto specifico, il vostro, e monitorare l’andamento della coltura dal computer, grazie ad una webcam.

E’ nato, infatti, “orto-on line” ideato da Davide Almondo, per valorizzare e dare spazio all’innovazione in agricoltura. Tre anni fa, a Venaria, ha realizzato il più grande orto urbano d’Italia: 550 appezzamenti da 90 metri quadrati l’uno. «Oggi, invece, abbiamo deciso di venire incontro a chi davvero non può gestire un orto, ma vorrebbe poter mangiare prodotti genuini» ha spiegato. In pratica nelle campagne della Reale sono stati ricavati 1200 piccoli appezzamenti che potranno essere affittati e coltivati «a distanza» da chiunque, grazie all’aiuto di un ortolano dedicato.  

COLTIVARE STANDO IN POLTRONA  – Il progetto è realizzato dalla società "Korto". L’azienda metterà a disposizione di chi lo vorrà un orto on line: basterà accedere al sito registrarsi e utilizzare un configuratore che permette di inserire quel che piace tra verdure, ortaggi, piccoli frutti, fiori eduli, piante.

Dopo la configurazione, l’utente potrà seguire la crescita attraverso una webcam, oppure andare direttamente all’orto il sabato mattina. Quando i frutti saranno maturi, potrà raccoglierli personalmente oppure riceverli a casa. In attesa che gli ortaggi crescano, l’utente del servizio può ricevere una cassetta settimanale di prodotti di altri agricoltori dell’area torinese scelti da Korto. Nella quota di iscrizione al servizio, che è di 39 euro, è anche compresa la tessera di Slow Food.  

TRE TIPI DI CONTRATTO– Il «singolo», 2 chili e mezzo di ortaggi a 9 euro a consegna, il «famiglia» a 16 euro a consegna e l’«Xl» che costerà 29 euro. «Il punto di arrivo di questo progetto è la realizzazione di un nuovo modello per un vivere cittadino maggiormente legato al contatto con la terra e con la natura, che abbia ricadute positive economiche per chi abita in città, come aiuto rispetto ai problemi alimentari ed ecologici, e per il Comune, che può in questo modo ridurre i costi di gestione del patrimonio del verde urbano» – ha spiegato l’assessore all’Innovazione e all’Ambiente, Enzo Lavolta. Che ricorda: «Le 24 attività agricole ancora esistenti in città sono un bene da conservare e valorizzare, a cui si affiancano i tanti orti urbani disponibili. Nell’arco di cinque anni la superficie dedicata agli orti in città è praticamente raddoppiata».