Danni in agricoltura, Cabras cerca soluzioni

Si è tenuto a Cabras l’incontro – dibattito sui problemi causati nel Sinis dall’avifauna selvatica, nello specifico dalle cornacchie.

Si è tenuto a Cabras l’incontro – dibattito sui problemi causati nel Sinis dall’avifauna selvatica, nello specifico dalle cornacchie. L’evento è stato organizzato dall’amministrazione comunale dopo che nei mesi scorsi il 60% della coltivazioni di meloni e angurie del Sinis è andato distrutto a causa di gabbiani e cornacchie, con danni per oltre un milione di euro alle aziende.

Le stime parlavano di una perdita di 22 mila quintali di meloni (per un valore di 900 mila euro) e di 12 mila quintali di angurie (per un valore di 180 mila euro). Alcune aziende hanno avuto il 100 per cento del danno.

 Il sindaco Carrus ha aperto il dibattito chiedendo l’intervento degli Enti preposti per trovare soluzioni definitive al caso e dedicare le giuste attenzioni a chi lavora la terra. La sala era gremita, affollata da tantissimi agricoltori che sperano nei risarcimenti e nei metodi definitivi per allontanare i volatili.

“Le Cornacchie sono ogni anno in aumento, e purtroppo nel nostro territorio non esistono nemici naturali, e di questo le colpe (del passato) probabilmente sono dell’uomo. Ora abbiamo l’obbligo di tutelare il lavoro dei campi per il rilancio dell’agricoltura in genere, e di trovare soluzioni mirate e selettive, che non devastino l’avifauna, con attenzioni alle specie”, ha commentato a margine dell’iniziativa Eligio Mariano Testa, ambientalista e coordinatore UNAAT Ambiente Sardegna.

 

foto di Elio Mariano Testa – Unaat Sardegna