Creagh (laburisti inglesi): quale futuro per la politica agricola?

Mary Creagh, 44 anni, dal 2005 parlamentare laburista inglese (con origini irlandesi), si occupa di ambiente, cibo e ruralità nel governo-ombra costituito dai laburisti nel 2010 come risposta all’esecutivo conservatore. Figlia di un operaio e di un’insegnante di scuola elementare, ha vinto una borsa di studio per Pembroke College di Oxford, ha poi frequentato la London School of Economics ottenendo un Master in Studi europei. Ha lavorato per quattro anni a Bruxelles come stagista al Parlamento europeo e per il Forum europeo della gioventù.

Mary Creagh, 44 anni, dal 2005 parlamentare laburista inglese (con origini irlandesi), si occupa di ambiente, cibo e ruralità nel governo-ombra costituito dai laburisti nel 2010 come risposta all’esecutivo conservatore. Figlia di un operaio e di un’insegnante di scuola elementare, ha vinto una borsa di studio per Pembroke College di Oxford, ha poi frequentato la London School of Economics ottenendo un Master in Studi europei. Ha lavorato per quattro anni a Bruxelles come stagista al Parlamento europeo e per il Forum europeo della gioventù. Poi ha insegnato materie economiche presso l’Università di Cranfield School of Management. Politicamente è cresciuta nel quartiere londinese di Islington, dove è stata eletta consigliere nel 1998, capogruppo dal 2000 al 2004. Particolarmente sensibile verso i temi sociali e ambientali (ha dedicato il suo primo discorso da parlamentare – il 25 maggio 2005 – ai poveri del suo collegio elettorale), s’è occupata di cibo e pasti scolastici sin dal 2005, di diritti umani, di lotta contro gli animali nei circhi, e nel febbraio 2011 ha assicurato un dibattito alla Camera dei Comuni sui piani del governo di vendere l’85% del patrimonio forestale pubblico inglese, progetto poi abbandonato dal governo.

Ha condotto un’altra importante battaglia contro ai tagli di spesa (del 32%) per la difesa dalle alluvioni. In un’intervista esclusiva ad “Agra Europe”, tradotta per il nostro giornale, la parlamentare britannica traccia le linee per il futuro della politica agricola del Regno Unito. Dichiarazioni particolarmente importanti in questa fase politica dal momento che il Partito Laburista britannico è attualmente sulla cresta dell’onda nei sondaggi, preparandosi quindi alla possibilità concreta di tornare al governo dal 2015. “Siamo da sempre un partito pro-europeo e abbiamo intenzione di rimanere in questa posizione – spiega la Creagh – ma siamo anche realisti, cioè in guardia dai pericoli per il Regno Unito di cedere a spinte antieuropee o di sonnambulismo. Il nostro futuro è in Europa e dobbiamo arrivare e lavorare per l’Europa che vogliamo vedere”.

La parlamentare vede nell’Europa unita anche una risposta più forte ai problemi ambientali che flagellano l’economia. Un maggiore controllo su scala internazionale dovrebbe riguardare, sul fronte agricolo, in particolare l’uso della chimica e dei pesticidi. “Penso che le politiche debbano essere prese a livello internazionale perché sul fronte inquinamento non è possibile che il diritto di un Paese possa essere più garantista rispetto a quello di un altro. Chi pretende un mercato unico deve anche assicurarsi che tutti i parametri siano uguali, che tutte le aziende operino con gli stessi standard ovunque si trovino in Europa, rendendo più semplice la loro vita e quella dei cittadini”.

Sul fronte ambientale la Creagh si sofferma anche sui biocarburanti. “Questi debbono provenire da risorse non alimentari. Cioè dobbiamo avere i biocarburanti giusti al posto giusto al momento giusto. Credo sia importante evidenziare studi inglesi particolarmente promettenti, in corso presso il Centro Rothamsted Research a Hertfordshire, che mirano ad utilizzare i salici come combustibile biomassa. I salici possono crescere lungo i fiumi, quindi in terreni non agricoli. Possono crescere nelle pianure alluvionali. Se queste ricerche daranno i risultati sperati, si possono utilizzare terreni attualmente non produttivi verso la produzione di biomassa”.

Altro tema che la parlamentare laburista richiama con forza è quello del rispetto delle condizioni sindacali nei campi, soprattutto in un momento in cui si registra per i salari ad una corsa verso il basso. “Riqualificare il lavoro significa rilanciare l’economia rurale in un momento in cui il quadro economico è stagnante. I lavoratori agricoli non possono ottenere minore rispetto nei confronti degli altri lavoratori”.

Creagh mostra coerenza anche riguardo alla Pac. “Da due decenni sosteniamo una riduzione del bilancio della Pac e dell’Unione europea in genere. Con tutti gli Stati membri che fanno tagli piuttosto elevati per il loro budget riteniamo che il bilancio comunitario non dovrebbe essere immune. Abbiamo sostenuto una riduzione della Pac per gli ultimi 20 anni e non vi è alcun cambiamento nella nostra posizione su questo. Ciò a fronte della necessità di una riforma globale della Pac con uno spostamento fino al 20% del primo pilastro (P1), pagamenti effettuati direttamente agli agricoltori a pilastro (P2)”.

Una proposta che genera forti reazioni tra la comunità agricola del Regno Unito. “Pagare gli agricoltori per i prodotti ambientali che producono è un bene per l’ambiente stesso e per gli agricoltori e buona cosa per il turismo e la salvaguardia della campagna e del paesaggio – conclude la parlamentare.