Covid19: gli italiani riscoprono l’arte, bene rifugio ed elemento di bellezza

Il valore delle opere contemporanee cresce del 7,5% annuo sul lungo periodo

Il covid19 ha sconvolto la vita di milioni di persone in tutto il mondo, ma ha avuto anche come conseguenza quella di far riscoprire l’arte e il suo valore economico e come valore aggiunto nella nostra vita. Durante il lockdown le opere d’arte sono tornate ad essere viste come un bene rifugio privilegiato, in grado di garantire un rendimento certo, in grado di crescere costantemente nel tempo.

Una crescita di valore che, per l’arte contemporanea, il Deloitte Art & Finance Report 2019 stima, in alcuni casi, del 7,5% annuo sul lungo periodo. L’interesse per le opere d’arte durante i mesi di quarantena, però, non è cresciuto solo per finalità di investimento ma anche perché, costretti chiusi in casa per mesi, molti italiani hanno riscoperto il desiderio di circondarsi di arte e bellezza, per rendere l’ambiente più piacevole.

La pandemia ha sensibilizzato il cuore del mondo interno e la sensibilità è capace di far riscoprire interessi culturali in tutti noi. La poesia, la musica, l’arte ci hanno sostenuto e confortato durante questo lungo periodo di angoscia ed incertezza. Per entrambi, spettatori e collezionisti, l’interagire con le arti ha garantito che l’attività mentale rompesse le mura del lock-down e continuasse a far sognare aldilà dei limiti imposti.

Durante il periodo della quarantena, infatti, in tutto il mondo si sono tenute moltissime aste d’arte online, riscuotendo una partecipazione superiore alla consuetudine. La casa d’aste britannica Sotheby’s, ad esempio, tra marzo e giugno 2020 ha visto le sue vendite quasi quadruplicate rispetto allo stesso periodo del 2019, per un valore di oltre 100 milioni di dollari. In Italia molte delle aste di opere d’arte online durante il lockdown sono state finalizzate alla raccolta di fondi per contrastare l’emergenza sanitaria, con migliaia di italiani che hanno aperto cuore e portafogli.

“Nei mesi del lockdown ho registrato un vero e proprio record di richieste e di vendite, che sono addirittura triplicate, soprattutto da paesi esteri. In Italia, invece, ancora si fa fatica ad aprirsi completamente a questo tipo di investimenti, soprattutto per l’arte contemporanea. Ovviamente, la crisi che avanza fa prevedere che ci sarà a breve un piccolo calo generale di richieste. – Prosegue Matteo Mauro, artista e scultore – Collezionisti appassionati, investitori alla ricerca di un bene sicuro, ma anche persone comuni che, in questo periodo difficile, ritrovatesi in case spoglie e piene di oggetti commerciali, hanno sentito il desiderio di circondarsi di arte autentica. Le opere prodotte dagli artisti in quarantena sono diverse dalle altre, risentono del momento particolare, e molte di queste avranno un valore superiore. Io, in particolare, ho usato tutto questo tempo in più che avevo a disposizione per tornare a lavorare il marmo e il bronzo per realizzare delle sculture. Si tratta di materiali che, ormai, difficilmente vengono utilizzati direttamente dall’artista, la cui lavorazione viene spesso affidata ad aziende specializzate, perché richiedono molto tempo, e spesso l’artista non ne ha a sufficienza.”

A differenza degli investimenti in oro o titoli, nell’arte è importante investire su artisti certificati ed in crescita nel panorama internazionale, per questo può essere utile affidarsi ad un esperto se non si ha una conoscenza approfondita del settore. L’arte è, infatti, un bene rifugio che non è spendibile nell’immediato, come può essere l’oro, ma richiede la giusta struttura di smaltimento ed è molto dipendente dal tempo. È un rifugio meno volatile, ma più complesso e lento.

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