Come la sabbia ha trasformato la storia della civiltà

La sabbia è la sostanza solida più importante del pianeta, il fondamento della civiltà: parte da questa affermazione – apparentemente esagerata, ma ampiamente documentata – il libro inchiesta di Vince Beiser: Tutto in un granello. Come la sabbia ha trasformato la storia della civiltà (Aboca Edizioni 2020, €22, 336 pp.) 

La sabbia è la sostanza solida più importante del pianeta, il fondamento della civiltà: parte da questa affermazione – apparentemente esagerata, ma ampiamente documentata – il libro inchiesta di Vince Beiser: Tutto in un granello. Come la sabbia ha trasformato la storia della civiltà (Aboca Edizioni 2020, €22, 336 pp.) 

Senza sabbia non avremmo né edifici né strade, né calcestruzzo né vetro. Ma non avremmo neppure schermi, né chip elettronici, né cavi in fibra ottica per collegare i computer alla rete. La sabbia, sintetizza l’autore: “rappresenta per le città ciò che la farina rappresenta per il pane, ciò che le cellule rappresentano per il nostro corpo: è l’ingrediente invisibile, ma fondamentale, che costituisce il nucleo dell’ambiente urbano in cui vive la maggior parte di noi.”

Eppure, sebbene il nostro immaginario ci porti a pensare alla sabbia come una risorsa pressoché infinita, le cose non stanno così. Pensare all’avanzata dei deserti non è affatto una soluzione al problema: la sabbia del Sahara, ad esempio, non è adatta a soddisfare i bisogni dell’uomo. La sabbia viene estratta dai letti dei fiumi, dei laghi, dai fondali marini, dalle cave sulla terraferma. La sabbia, a differenza del petrolio, è una risorsa presente quasi ovunque ma estrarla causa spesso danni impressionanti agli ecosistemi: fauna acquatica, flora terrestre e popolazione umana stanno già pagando il conto di un’estrazione inarrestabile. All’origine di tutto questo c’è una questione di domanda e offerta: l’offerta di sabbia che può essere estratta dal suolo in modo sostenibile è limitata ma la domanda non lo è. Oggi c’è così tanta richiesta di sabbia che il letto dei fiumi e le spiagge di tutto il mondo vengono spogliati dei loro preziosi granelli. I terreni agricoli e le foreste vengono distrutti e con essi intere comunità e specie sono in pericolo di vita.

Come siamo diventati così dipendenti da un materiale così elementare? Come possiamo usarne così tanto? E cosa significa per la Terra e per il nostro futuro questa nostra dipendenza?

Il viaggio di Beiser è documentato e universale, si muove dalle spiagge della California alle isole sperdute nel Pacifico, spazia attraverso i cinque continenti e lungo la storia dell’umanità. Per noi infatti la sabbia è importante da secoli e millenni. È stata usata per le costruzioni almeno sin dai tempi degli antichi Egizi. Nel XV secolo, l’artigiano veneziano Angelo Barovier capì come trasformare la sabbia in vetro trasparente, il che rese possibile la produzione di microscopi, di telescopi e di altre tecnologie che contribuirono a guidare la rivoluzione scientifica del Rinascimento. Ma fu solo con l’avvento del moderno mondo industrializzato, nei decenni appena prima e dopo la fine del XX secolo, che si cominciò a sfruttare appieno il potenziale della sabbia e a farne uso su una scala enorme. È in questo periodo che la sabbia è passata dall’essere una risorsa utilizzata per scopi diffusi, ma artigianali, a diventare l’elemento essenziale della civiltà, il materiale chiave per creare strutture e prodotti di massa richiesti da una popolazione in rapida crescita: un ruolo spesso sottovalutato, su cui è fondamentale iniziare a riflettere.

Vince Beiser è un giornalista pluripremiato. Tutto in un granello è stato finalista al prestigioso premio PEN/E. O. Wilson per la divulgazione scientifica. Suoi lavori sono apparsi sul “New York Times”, su “Wired” e su molte altre testate. Si è laureato all’Università di Berkeley, in California. Vive a Los Angeles.

Tutto in un granello, in numeri

Cos’è la sabbia: Come definito dalla scala Udden-Wentworth il termine sabbia comprende i granelli liberi di qualsiasi materiale duro con un diametro compreso tra 2 e 0,0625 millimetri. I granelli possono essere formati da ghiacciai che macinano le pietre, da oceani che degradano conchiglie e coralli, da lava vulcanica che si raffredda e si frantuma a contatto con l’aria o l’acqua. Tuttavia, quasi il 70% di tutti i granelli di sabbia sulla Terra sono di quarzo.

L’estrazione è ovunque: solo negli Stati Uniti, circa 4.100 aziende e agenzie governative raccolgono l’aggregato da circa 6.300 siti in tutti i 50 Stati.

Business illegale: il “Times of India” stima che in India il commercio illegale di sabbia valga circa 2,3 miliardi di dollari all’anno. Dal 2014 Beiser ha registrato almeno 70 decessi causati da episodi di violenza legati all’estrazione illegale di sabbia.

Il cemento, materia prima delle città: Nel 1950, circa 746 milioni di persone – meno di un terzo della popolazione mondiale – vivevano nelle città. Oggi, il numero è di quasi 4 miliardi, più della metà di tutte le persone sulla Terra. Le Nazioni Unite prevedono che entro i prossimi trent’anni altri 2,5 miliardi si aggiungeranno alla cifra già esorbitante. La popolazione urbana globale aumenta di circa 65 milioni di persone all’anno, il che equivale ad aggiungere al Pianeta otto città come New York ogni anno.

In un anno, secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, mediamente il mondo usa tanto cemento quanto ne servirebbe per costruire intorno all’equatore un muro alto circa 27 metri e largo altrettanto. La sola Cina ha usato più cemento tra il 2011 e il 2013 rispetto a quanto ne hanno usato gli Stati Uniti in tutto il XX secolo.

La più grande miniera del mondo: a Shangai vivono oltre 23 milioni di persone, 7 in più rispetto al 2000. Per far fronte alla vertiginosa richiesta di calcestruzzo la sabbia è stata prelevata dal letto del fiume Yangtze, causando il crollo di argini e ponti. Oggi, quotidianamente, centinaia di draghe lavorano nell’immenso lago Poyang. Il macchinario più grande può dragare fino a 10.000 tonnellate di sabbia all’ora. Lo studio di un gruppo di ricercatori internazionali stima che ogni anno vengano estratti dal lago 236 milioni di metri cubi di sabbia. Questo fa del Poyang la più grande miniera di sabbia del Pianeta, molto più grande delle tre maggiori miniere di sabbia degli Stati Uniti messe insieme.

Estrazione in mare: Un terzo di tutto l’aggregato utilizzato nell’edilizia a Londra e nell’Inghilterra meridionale proviene dai banchi di sabbia che giacciono sotto le acque al largo del Regno Unito. Il Giappone, in misura anche maggiore, si approvvigiona di sabbia marina, pescandone ogni anno circa 40 milioni di metri cubi dal fondo dell’oceano.

Vetro: la domanda è in aumento. Nel 2003, la Cina ha consumato 1,9 miliardi di dollari di vetro piano, secondo i dati Freedonia; dieci anni dopo, il numero era di quasi 22 miliardi di dollari. La sabbia silicea che rende possibile la creazione di vetro è diventata essa stessa un business multimiliardario.

I rischi per la salute: gli impianti di lavorazione, le attrezzature pesanti e i camion producono molta polvere e microscopici frammenti di particolato, che hanno dimensioni inferiori a 2,5 micrometri noti come PM 2,5. Se inalate, le particelle di queste dimensioni penetrano in profondità nei polmoni, dove possono causare o peggiorare asma, malattie polmonari e altri disturbi. Si stima che l’inquinamento da PM provochi da 22.000 a 52.000 morti all’anno solo negli Stati Uniti (fonte: American Medical Association).