Cinque milioni di chili di cotechini e zamponi sulle tavole delle feste

La crisi economica non fermerà gli italiani dal tradizionale consumo di zampone e cotechino in occasione delle prossime feste,  e soprattutto del Capodanno.

La crisi economica non fermerà gli italiani dal tradizionale consumo di zampone e cotechino in occasione delle prossime feste,  e soprattutto del Capodanno.

Le tradizioni infatti sembra che siano dure a morire specie quanto si tratta di quelle gastronomiche,  legate alla storia delle nostre regioni,  anche se costano complessivamente qualche decina di milioni di euro. Dal Consorzio Zampone Modena Cotechino Modena arriva, infatti,  la conferma che il 70% degli italiani sceglierà Zamponi e Cotechini IGP, per un giro d’affari stimato al consumo di circa 42 milioni di Euro. Sulle tavole degli italiani andranno quindi quasi 8 milioni di pezzi di Zamponi e Cotechini: 2 milioni di Zamponi Modena IGP e 6 milioni di Cotechini Modena IGP per un quantitativo totale di circa 5 milioni di Kg. “Siamo soddisfatti però di rilevare che soprattutto per quanto riguarda il cotechino il suo utilizzo è in aumento anche in altri periodi dell’anno. Questo grazie ad una intensa e informata campagna stampa promossa dal Consorzio sulla destagionalizzazione del prodotto che ha portato anche alla realizzazione di due ricettari” ha affermato Paolo Ferrari, Presidente del Consorzio Zampone Modena Cotechino Modena.

Inoltre lo Zampone Modena e il Cotechino Modena, secondo i risultati della recente ricerca sui valori nutrizionali dei salumi condotta dall’INRAN, sono prodotti più magri rispetto ai dati del 1993. E’diminuita notevolmente la componente dei grassi, -34% (quelli saturi -38%), il sale è sceso dell’8%, mentre le proteine sono aumentate del 12%. Inoltre sono prodotti ricchi di proteine nobili e forniscono circa 260 calorie per etto, meno di un piatto di pasta scondita ed equivalenti a quelle di una mozzarella. E sono quindi perfetti per rientrare a pieno regime in una dieta alimentare equilibrata e varia.

Lo zampone quest’anno festeggia anche il suo cinquecentario. “Abbiamo appena celebrato i 500 anni della nascita dello Zampone Modena. Il Consorzio, insieme al Comune di Modena, lo scorso 3 dicembre ha organizzato una intera giornata nella città con sfilate storiche, show cooking dello chef Massimo Bottura, degustazioni. Il calore dimostrato non solo dai modenesi ma da tutta l’Italia, che ha seguito dal vivo o tramite le trasmissioni televisive questo evento ci ha ancora una volta dimostrato l’affetto e l’attaccamento dei consumatori verso queste due eccellenze del made in Italy” ha concluso Ferrari.

Lo Zampone e il Cotechino risalgono al XVI secolo e precisamente agli inizi del ‘500 come si evince dagli scritti del medico e storiografo Marco Cesare Nannini. Avrebbero fatto la loro prima apparizione nel 1511 a Mirandola, quando la città venne assediata dalle milizie di Papa Giulio II. In quell’occasione i Mirandolesi si sarebbero ingegnati, per non consegnare i propri maiali agli invasori, in un primo momento ad insaccare la carne di maiale nella cotenna, dando origine al cotechino e, successivamente, nelle zampe decretando la nascita dello zampone.

Verso la fine del ‘700 nell’immaginario gastronomico collettivo lo Zampone ed il Cotechino Modena sostituirono la salsiccia gialla che rese celebre Modena già nel Rinascimento. La sua diffusione nei mercati limitrofi fu favorita dalla trasformazione delle prime due botteghe salumiere (Frigeri e Bellentani) che si diedero una struttura semi-industriale in seguito alla trasformazione dell’economia da sistema agricolo con produzione artigianale a sistema industriale con predominanza di allevamenti intensivi; ciò contribuì in modo decisivo alla diffusione dei due prodotti.

Ma fu soprattutto il 1800 a consacrare il successo su larga scala del prodotto, come attestano le numerose testimonianze letterarie, tra le quali una lettera del musicista Gioacchino Rossini al signor Bellentani di Modena: “…Vorrei sei cappelli da prete (simili a quelli che mi mandò a Firenze). Quattro zamponi e quattro cotechini, il tutto della più delicata qualità.”