Chimica e qualità della vita

ROMA – S’è svolto tra Roma e Frascati il XV congresso nazionale dei chimici. L’inaugurazione è avvenuta nella cornice istituzionale della Sala Protomoteca del Campidoglio.

ROMA – S’è svolto tra Roma e Frascati il XV congresso nazionale dei chimici. L’inaugurazione è avvenuta nella cornice istituzionale della Sala Protomoteca del Campidoglio.

Nel corso della due giorni, che ha visto impegnati gli stati generali della chimica italiana, sono stati individuati e approfonditi argomenti di grande attualità. “Ancora oggi della chimica si parla più spesso in negativo che in termini positivi – esordisce Armando Zingales, presidente del Consiglio nazionale dei chimici.

“La chimica, nonostante tutto, è una scienza giovane e questo ha fatto sottovalutare, in alcuni casi, aspetti non evidenti del progresso che ha portato e del benessere che la stessa ha diffuso nel mondo. Nel ventunesimo secolo, si appalesa sempre di più il problema delle risorse del pianeta, tale che il tema principe che attraverserà questo secolo sarà la ricerca di una risposta al quesito fondamentale, che rimane essere nella capacità dell'umanità, ed in particolare dei paesi cosiddetti avanzati, di mantenere uno stile di vita moderno consumando quanto un paese del terzo mondo. Vincere tale sfida non è impossibile – conclude Zingales – e la chimica è chiamata a rispondere in prima linea” .

Un messaggio positivo che deve far riflettere sull’importante ruolo che questa disciplina ricopre nella nostra società. La chimica infatti si intreccia con la fisica, la biologia ed oggi anche con l’informatica. “Il nostro congresso – dichiara Fabrizio Martinelli, presidente dell’Ordine dei chimici di Roma – vuole sottolineare che la chimica è una scienza creativa, essenziale per la sostenibilità e i miglioramenti del nostro modo di vivere. Nell’immaginario collettivo oggi tutto ciò che è biologico è naturale, ciò che è medicina è positivo, ciò che è ingegneristico è tecnicamente avanzato, ciò che è chimico è cattivo, pericoloso, ed inquinante. Spiacente di contraddirvi ma non è così ”. Sono ben 70mila i prodotti utili alla nostra quotidianità che sono stati inventati da migliaia di scienziati. Si va dall’ammoniaca dell’azoto, utilizzata per i concimi ma anche per esplosivi bellici, fin del 1910 al Ddt isolato nel 1873 che ha debellato la malaria in Sardegna e salvato vite umane. Lo stesso è stato però anche sospettato di essere cancerogeno. Nel 1855 sono stati scoperti i polimeri plastici, che hanno decisamente portato una rivoluzione nello stile di vita di tutti. I guai non sono quindi legati alle scoperte, bensì al loro utilizzo. Oggi si parla di “chimica verde”, nata già negli anni Venti, e che pone tre regole: – usare ingredienti e materie prime ecocompatibili; – combattere gli sprechi; – ridurre i costi energetici. Alcuni progetti recenti sulle nanocellulose, ad esempio, prevedono l’uso di fibre di ananas e banane per la costruzione di parti di carrozzerie. Una delle applicazioni più importanti negli ultimi tempi è sicuramente la sicurezza alimentare e i consumi sostenibili. Mangiamo prugne cilene, aglio cinese, mele e fragole della Spagna, meloni del Guadalupe. Ma quanto inquinano questi prodotti? Uve e pesche del Sudafrica percorrono 8mila chilometri e ogni chilo comprato ha emesso 13 chili di CO2. Un chilo di ciliegie argentine percorre 12mila chilometri e libera 16,2 chili di CO2. Un chilo di uva del Cile produce 17,4 chili di CO2. Comprando prodotti locali si potrebbe risparmiare fino al 20% dei costi ogni mese e mille chili di CO2 ogni anno. Ma la chimica coinvolge anche il settore dell’arte. Recentemente si è scoperto che il cromato di piombo, che dava il giallo cromo che ha reso celebri tanti impressionisti, è la causa del deterioramento di alcuni lavori. Primo fra tutti lo “spegnimento” dei colori dei Girasoli di Van Gogh. Non potrebbero fare a meno della chimica neanche le nostre forze dell’ordine.

In particolare i Carabinieri dei R.I.S. tramite analisi di laboratori, ad esempio sul dna, riescono a trovare soluzioni a gialli archiviati da anni. E’ quindi fondamentale iniziare a fidarsi, nella giusta misura, della chimica e delle sue tecnologie. Un’applicazione che tutti conosciamo è quella relativa alla raccolta differenziata e alle materie plastiche impiegate per le ormai famosissime shopper biodegrabili. Quello che ogni giorno viene abbandonato nei cassonetti della spazzatura rappresenta una grande ricchezza. Ricordiamoci che dai diamanti non nasce niente ma dal letame nascono i fiori . In questo scenario si inseriscono gli impianti di compostaggio, che devono essere considerati come inizio della filiera agricola e non fine del trattamento dei rifiuti. Anche l’efficienza energetica è tema attualissimo e deve diventare sempre più argomento di scelte e discussioni. Il fotovoltaico è una delle fonti rinnovabili considerata più strategica per il Paese. Il costo del chiloWatt prodotto oggi dal fotovoltaico passerà dai 0,32€/kWh nel 2010 ai 0,20 €/kWh nel 2020. Quanto costa tutto questo alle famiglie italiane? Partendo dal meccanismo che fa gravare in parte significativa il costo degli incentivi al fotovoltaico nella componente A3 della bolletta elettrica, la stima ci dice che si passerà da 0,18 €/kWh nel 2010 a circa 0,75 c€/kWh nel 2020 . Con riferimento ad una famiglia media italiana, queste cifre si traducono, nel 2020, in una spesa aggiuntiva per la bolletta elettrica pari a circa 1,7€./mese, cioè il 4,6% del costo della bolletta medesima. Nell’arco temporale 2010-2020, i vantaggi economici connessi allo sviluppo del fotovoltaico dovrebbero tradursi in un risparmio pari a circa 2.200 milioni di euro. Verranno anche evitate le emissioni di C02, che porterebbero ad un ulteriore risparmio economico di oltre 620 milioni di euro. A livello Paese, si avranno complessivamente vantaggi economici per circa 5.600 milioni di euro.

In termini occupazionali , inoltre, è stato stimato che si avranno oltre 24mila nuovi occupati (unità lavorative annue), dei quali circa 20mila per la realizzazione degli impianti. Anche se gli italiani hanno chiaramente espresso la loro posizione sul nucleare , è utile riflettere sul fatto che quotidianamente ognuno di noi è esposto a delle radiazioni : da quelle impiegate in campo medico a quelle del sole o dei telefonini. Chiaramente un’attività a rischio zero non esiste, è quindi fondamentale porre l’attenzione sempre più sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. Spesso siamo in presenza infortuni sul lavoro che potrebbero essere evitati. In alcuni settori, come ad esempio nei lavori a bordo di navi, il numero di incidenti è estremamente ridotto. Questo perché la legge prescrive che prima di iniziare le operazioni è necessario ed obbligatorio avere il "via libera" da parte del consulente chimico.

Last but no least, l’applicazione della chimica in campo medico, cosmetico e farmacologico. In questo settore rientra anche la questione del doping e i controlli effettuati sugli atleti che tentano spesso di giustificare le positività ai test. Il ruolo del chimico è quindi centrale per il controllo di queste discipline e per quelle emergenti nei settori dietetico nutrizionale.