Cesena: bilancio di successo per “Ortomac”

CESENA – Dar vita ad un coordinamento della sperimentazione di nuovi ortaggi tra le regioni settentrionali, a cura di Cra-Orl, migliorabile e, soprattutto, estendibile a tutto il Paese.

E’ una delle proposte emerse a “Ortomac”, la fiera agricola di Cesena. I principali vantaggi di un coordinamento interregionale – si legge negli atti della manifestazione – consistono in una maggiore attendibilità dei risultati ottenuti; in una razionalizzazione delle risorse finanziarie attraverso la condivisione di risultati di aree omogenee; in una migliore pianificazione delle attività e loro continuità nel tempo.

Indubbiamente si tratta di risultati emblematici, in quanto in orticoltura l’interesse commerciale delle varietà coltivate è assai diversa: da 4-5 anni (lattuga, pomodoro da industria), una vita “media” vuol dire 6-8 anni (comprendendo il maggior numero di specie come anguria, cavoli, cavolfiori, cipolla, ecc.) e la più lenta evoluzione varietale è stimabile in circa 10 anni (aglio, asparago, broccolo, carciofo, cece, lenticchia, radicchio, zucca).

Assosementi sottolinea che “per ricercare, collaudare e mettere sul mercato ci vogliono circa dieci anni”. Ricerca genetica, sperimentazione in campo e in serra, raffronti tra varietà sono stati al centro della giornata di convention, con l’obiettivo primario di presentare innovazioni di prodotto e di processo, salvaguardando il reddito dell’agricoltore, ad esempio, con cultivar più resistenti a malattie e parassiti. Inoltre a Ortomac 2011 è stato dato spazio anche alla questione del rapporto con la grande distribuzione che oggi in Italia rappresenta il 50,2% delle vendite di ortaggi freschi e di IV – V gamma, mentre i discount sono al 9% (degli acquisti). L’ortofrutta italiana registra 22 miliardi di fatturato, ha realizzato nel 2010 oltre 3,9 miliardi di euro di export (cifra analoga al vino) e di questi, quasi 1,2 miliardi sono dovuti agli ortaggi. Al primo posto tra gli ortaggi acquistati si collocano le patate con 737.800 tonnellate. Il pomodoro da mensa è al secondo posto con 576mila tonnellate annue (dato 2010).