Censimento dell’agricoltura: è l’Abruzzo a reggere meglio la crisi

Mentre a livello nazionale le aziende agricole nel 2010 risultano in calo del 32,3% rispetto al censimento del 2000, quelle abruzzesi reggono meglio la crisi risultando in calo del 13,1%, cioè quasi un due terzi di meno. Di conseguenza il peso della regione in agricoltura è aumentato dal 3,2% del 2000 al 4,1% odierno.

Mentre a livello nazionale le aziende agricole nel 2010 risultano in calo del 32,3% rispetto al censimento del 2000, quelle abruzzesi reggono meglio la crisi risultando in calo del 13,1%, cioè quasi un due terzi di meno. Di conseguenza il peso della regione in agricoltura è aumentato dal 3,2% del 2000 al 4,1% odierno.

Non solo: la Superficie Agricola Utilizzata (in Abruzzo 449.988,65 ettari, pari al 3,5% del valore italiano) è in crescita (+ 4,4%), risultato nettamente migliore di quello nazionale (-2,3%). L’Abruzzo fa parte delle sole quattro regioni che hanno registrato aumenti della Superficie Agricola Utilizzata. Tra i motivi di questa tendenza sicuramente le politiche comunitarie, ma anche l’andamento dei mercati che hanno favorito la concentrazione e l’aumento dimensionale delle aziende, tanto da far registrare il netto calo di quelle a piccola dimensione rispetto all’aumento di quelle superiori a 30 ettari.

E’ quanto emerge dai dati del Cresa del 6° censimento generale dell’agricoltura. Al 24 ottobre 2010 in Abruzzo risultano attive 66.854 aziende agricole e zootecniche (in Italia: 1.630.420) e rappresentano una consistenza più che doppia rispetto a quella delle imprese agricole abruzzesi iscritte al Registro delle imprese delle Camere di commercio (31.113 le attive nel 2010). Ciò è dovuto principalmente al fatto che al Registro delle imprese delle Camere di commercio sono obbligati ad iscriversi gli imprenditori agricoli, persone fisiche e persone giuridiche, così come definiti dall’articolo 2135 del Codice Civile, mentre nel censimento sono riportate le aziende agricole in quanto “unità tecnico-economica costituita da terreni, anche in appezzamenti non contigui ed eventualmente da impianti ed attrezzature varie, in cui si attua la produzione agraria, forestale o zootecnica, ad opera di un conduttore e cioè persona fisica, società od ente che ne sopporta il rischio, sia da solo (conduttore coltivatore o conduttore con salariati e/o compartecipanti), sia in associazione ad un mezzadro o colono parziario”.

Va però registrato il crollo del settore zootecnico in Abruzzo, che oggi conta 7.609 aziende con allevamenti, pari al 3,6% delle 209.996 italiane, ma con un vero e proprio tracollo: -79,2% in Abruzzo contro il -68,3% in Italia. Domina l’allevamento bovino, praticato da 3.986 aziende (in Italia: 124.341) pari al 52,4% di quelle zootecniche (in Italia: 59,2%), quello ovino da 3.160 aziende pari al 6,2% del totale nazionale e al 41,5% delle aziende zootecniche abruzzesi (in Italia è il 24,3%). Sul fronte dei seminativi, prevalgono i cereali (71.080,05 ettari, in calo del 21,9%), le foraggere avvicendate (64.065,97 ettari, in aumento del 33,5%) e le coltivazioni ortive (12.543,98 ettari, in crescita del 37,0%).

Il 39,6% della SAU è costituita da prati permanenti e pascoli (173.318,96 ettari, in aumento del 4,2%) e il 17,8% da coltivazioni legnose agrarie (77.950,67 ettari, in calo del 4,9%). Tra queste ultime la quota principale è rappresentata dall’olivo (42.773,23 ettari, in aumento del 6,4%), dai vigneti (30.266,60 ettari, in flessione del 13,3%) e dai fruttiferi (3.929,49 ettari, in calo del 36,4%).

Arriva dal Cresa l'ennesima conferma della solidità del sistema produttivo abruzzese. Stavolta, il Centro regionale di studi e ricerche economiche e sociali delle Camere di commercio abruzzesi, rende noti i risultati del sesto censimento generale dell'agricoltura, al 24 ottobre 2010, che parla dell'Abruzzo come della regione col calo più limitato del numero di aziende in Italia, tra le uniche quattro ad aver registrato un aumento della Sau (Superficie agricola utilizzata). Risultati che non possono che confortarci e rassicurare tutto il mondo agricolo, che continua a rimanere la punta di diamante della nostra economia e del nostro export”. Così il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi.