Catania: disoccupazione, liquidazione a 2714 “partite Iva”

CATANIA – Entro l'8 agosto 2011, l'Inps liquiderà 2.714 pratiche di disoccupazione agricola per le partite Iva "dormienti", quelle poco o niente usate. È l'impegno ottenuto da Flai, Flai e Uila dopo l'incontro con la direzione provinciale dell'istituto di previdenza.

CATANIA – Entro l'8 agosto 2011, l'Inps liquiderà 2.714 pratiche di disoccupazione agricola per le partite Iva "dormienti", quelle poco o niente usate. È l'impegno ottenuto da Flai, Flai e Uila dopo l'incontro con la direzione provinciale dell'istituto di previdenza. Una nota positiva tra i temi più "caldi" del comparto agricolo catanese, come le vertenze braccianti e forestali, affrontati nel corso di una conferenza stampa di Flai, Fai e Uila e di Cgil, Cisl e Uil di Catania.

Hanno partecipato i segretari generali delle categorie Alfio Mannino (Flai Cgil), Pietro Di Paola (Fai Cisl) e Nino Marino (Uila Uil), con i segretari generali di Cgil e Cisl Catania, Angelo Villari e Alfio Giulio. Che hanno annunciato per settembre un’iniziativa per imporre alla Regione Sicilia le ragioni di un comparto fondamentale per lo sviluppo del territorio etneo ma che rischia il collasso.

Per la disoccupazione agricola, Mannino, Di Paola e Marino hanno sottolineato come “grazie all'impegno delle segreterie nazionali di Flai Cgil, Fai-Cisl e Uila Uil l'Inps ha deciso di pagare subito di tutti coloro i quali non avevano impiegato la partita Iva nel 2010 o ne hanno fatto un uso limitato; coloro i quali, invece, risultano iscritti alla Camera di commercio e hanno utilizzato la partita Iva nel 2010 dovranno presentare un'autocertificazione e se non ci saranno altri ostacoli, l'Inps pagherà la prestazione entro settembre”.

Secondo Cgil, Cisl e Uil, per dare una risposta concreta ai problemi dei braccianti agricoli è necessario ripristinare la precedente legge sulla calamità, anche se con le opportune modifiche, che dia un sostegno ai lavoratori nei periodi di crisi di comparto ed estendere gli ammortizzatori sociali in deroga, ad esempio la cassa integrazione, previsti per gli altri settori anche in agricoltura; aumentare la quantità e la qualità dei controlli nelle campagne da parte dell'Ispettorato del lavoro e istituire una commissione tripartita (Provincia, sindacati e associazioni datoriali) che con il supporto dell'Inps e dell'Ispettorato controlli il mercato del lavoro e attivi gli opportuni strumenti di contrasto contro il lavoro nero e il sottosalario; spendere con oculatezza le risorse comunitarie del Piano sviluppo rurale da parte della Regione per aggredire le criticità e rilanciare il settore agroalimentare.