Calabria: conclusa la decima edizione di “Sila Officinalis”

Un grande patrimonio botanico e micologico da tutelare e promuovere; le risorse della montagna, tra biodiversità, ambiente e salute.

Un grande patrimonio botanico e micologico da tutelare e promuovere; le risorse della montagna, tra biodiversità, ambiente e salute.

Sono stati questi i messaggi usciti dalla decima edizione di “Sila Officinalis”, che si è svolta tra l’Università della Calabria ed il Centro Visite Cupone di Camigliatello Silano (Cosenza).

La rassegna ideata dal Gruppo Naturalistico Micologico Silano, ed organizzata con la collaborazione dell’Ente Parco Nazionale della Sila, con il dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università della Calabria, della Provincia di Cosenza e dell’Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali di Cosenza – con il contributo del Conaf -, ha messo al centro del programma di questa edizione il paesaggio montano e le risorse del sottobosco, quale volano di sviluppo dell’economia locale per il bacino del Mediterraneo.

Grande partecipazione di pubblico, oltre che di dottori agronomi e dottori forestali provenienti da tutta la Calabria, di docenti universitari, ricercatori, rappresentanti del mondo imprenditoriale. “E’ stata una iniziativa molto importante – commenta Rosanna Zari, vicepresidente Conaf – per l’approfondimento e la divulgazione di temi come il paesaggio montano e le risorse del sottobosco, come occasione imprescindibile per lo sviluppo dell’economia locale per tutto il bacino del Mediterraneo” .

La sessione di apertura, a carattere scientifico, che si è svolta nella sede dell’University Club dell’Università della Calabria, ha visto la presenza del segretario Conaf Riccardo Pisanti in rappresentanza del Conaf, l’argomento portante è stato la biodiversità della montagna nel sistema agro-silvo-pastorale tra ambiente e salute dell’uomo, mettendo a confronto ricercatori, esperti del territorio e rappresentanti del mondo dell’industria, sull’utilizzo delle piante aromatiche e officinali nell’industria farmaceutica ed in quella alimentare.

In questa occasione la professoressa Maria Stefania Sinicropi ed il professor Giancarlo Statti, della Facoltà di Farmacia e Scienza della nutrizione dell’Università della Calabria, hanno presentato lo stato dell’accordo di programma quadro sulla ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica attuato nella Regione Calabria con l’introduzione in coltura di piante alimurgiche della tradizione popolare calabrese programmato grazie al Por Calabria Fesr 2007/2013.

La valorizzazione della flora spontanea e dei suoi usi rappresenta una vera e propria operazione di salvaguardia della biodiversità etnobotanica intesa nella sua eccezione più ampia. Essa, infatti, non è data solo dal numero di specie presenti in una zona, ma comprende anche i modi con cui le specie si identificano, si coltivano e si utilizzano. L’obiettivo generale del progetto è principalmente rivolto alla rivalutazione, attraverso una proiezione commerciale, dell’uso delle piante alimurgiche della nostra regione, sperimentando tecniche di messa in coltura.

Valorizzando le tradizioni etnobotaniche calabresi – è stato sottolineato dai due docenti universitari – si intende coniugare ricerca scientifica di base e sviluppo industriale nel settore agroalimentare, attraverso l’individuazione di nuove tipologie di prodotti ortofrutticoli in grado di essere distribuiti sul mercato non solo per le loro potenzialità alimentari ma anche per le proprietà nutraceutiche degli stessi. Nella seconda giornata al Centro Visite Cupone di Camigliatello Silano, si è parlato della biodiversità ed il sistema paesaggio quale opportunità di sviluppo locale.

Il dibattito, moderato da Michele Ferraiuolo, presidente del Gruppo Micologico Naturalistico Silano, ed introdotto da Lina Pecora, Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Cosenza, ha dato spazio a brevi contributi di analisi e proposte ad opera del Presidente del Parco della Sila, Sonia Ferrari, dell’Assessore al Turismo della Provincia di Cosenza, Pietro Lecce, del Presidente del Parco del Pollino, Mimmo Pappaterra, del responsabile dell’Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Cosenza, Vincenzo Perrone, ed altre figure istituzionali, in cui si è sottolineato il ruolo e la funzione del Parco della Sila nella programmazione del proprio sviluppo guardando alle potenzialità derivanti dalle piante officinali ed in sinergia con la rete degli altri Parchi e riserve calabresi.

La vicepresidente Conaf Rosanna Zari con una relazione sul paesaggio agrosilvopastorale ha illustrato un metodo da applicare nella pianificazione territoriale per valorizzarne le risorse biotiche ed abiotiche, soprattutto nel settore agroalimentare. Il convegno si è chiuso con l’annuncio della istituzione del Laboratorio Territoriale Permanente “Sila Officinalis” che prevede un sistema integrato di sviluppo locale per la natura e l’ambiente, nonché l’Officina delle idee sostenibili. Ad integrazione del convegno presso l’edificio dell’ex falegnameria recentemente restaurata è stata realizzata una sessione poster e una mostra di funghi di primavera e la esposizione di piante officinali e di essenze forestali. E’ stata pure organizzata nella circostanza una esposizione di strumenti per la valutazione, pianificazione, progettazione e gestione delle risorse naturali, giardino fenologico, come pure uno spazio dedicato alla distillazione delle essenze appena raccolte e un laboratorio di analisi sensoriale presso “La Tavernetta” di Pietro Lecce.