Cala il potere d’acquisto delle famiglie italiane

Il potere d’acquisto delle famiglie è sceso ulteriormente e così la propensione al risparmio. Lo rileva l’Istat con dati aggiornati al 2012.

Il potere d’acquisto delle famiglie è sceso ulteriormente e così la propensione al risparmio. Lo rileva l’Istat con dati aggiornati al 2012. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è sceso in termini correnti del 2%, mentre il potere d'acquisto e' diminuito del 4,7%, toccando il calo peggiore dal 1990.

Anche la propensione al risparmio ha toccato i minimi da 22 anni. L'Istat rivede poi al ribasso il Pil 2012, segnalando un calo del 2,5% rispetto alla stima di marzo (-2,4%). Nel 2012 la variazione del Pil in volume è pari a -2,5%, con una revisione al ribasso di 0,1 punti percentuali rispetto alla stima preliminare di marzo. Sulla base delle informazioni aggiornate, l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche nella versione PDE1 nel 2012 è stato pari in valore assoluto a -46.974 milioni di euro, con un’incidenza in rapporto al Pil del -3,0% (Tavole 18 e 19), in miglioramento rispetto al -3,8% dell’anno precedente.

Il saldo primario (indebitamento netto al netto della spesa per interessi) è risultato positivo per un importo pari al 2,5% del Pil (1,1%% nel 2011). Il saldo di parte corrente (risparmio o disavanzo delle Amministrazioni pubbliche) è pari a -5.592 milioni di euro, a fronte dei -23.056 milioni del 2011. Il miglioramento deriva da un aumento delle entrate correnti di 23,8 miliardi di euro, superiore a quello delle uscite correnti al lordo degli interessi, pari a 6,4 miliardi.