Brasile, riconosciute come ig due produzioni di popoli nativi

L’operazione può essere strumento di tutela anche delle antiche culture dei territori in questione.

Storico riconoscimento all’interno delle Indicazioni Geografiche mondiali. L’Istituto Nazionale della Proprietà Industriale (Inpi) brasiliano ha riconosciuto la terra indigena Andirá-Marau come territorio di origine delle Indicazioni Geografiche (IG) Warana (guaranà nativo) e Pane Warana (bastoncino di guaranà). E’ una decisione destinata a fare epoca in quanto si tratta delle prime Ig utilizzate da un popolo Indigeno, il Sateré-Mawé, per tutelare e valorizzare una produzione agroalimentare legata a fattori naturali e metodi di produzione unici. Il premio è arrivato grazie all’impegno del Consorzio dei Produttori Sateré-Mawé.

A dimostrazione del fatto che le cose stanno cambiando si tratta di un percorso che segue la forte espansione delle Ig in Brasile, grande Paese che attualmente può vantare 70 prodotti registrati: 57 Indicazioni Geografiche e 13 Denominazioni di Origine. Anche nel pieno della pandemia l’Inpi ha già ricevuto 10 domande di registrazione di nuove IG – quasi il totale del 2019, che ha avuto 11 domande per l’intero anno. Un meccanismo ormai affermato nel Paese per valorizzare territori e comunità nella produzione di beni e servizi specifici.

Importante evidenziare come con il riconoscimento del prodotto di una tribù indigena in Brasile, le Indicazioni Geografiche si pongono come straordinari dispositivi giuridici di sviluppo economico e di democrazia alimentare e agricola, essendo strumenti per il riconoscimento dei diritti dei popoli. 

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