Birra artigianale, è profondo rosso

Con il blocco di tutte le possibili iniziative legate alla ristorazione il mercato è drammaticamente crollato e al momento non gode di alcun meccanismo di ristoro

Il momento è difficile per tutte le filiere, e l’alimentare non fa eccezione. Ma quella della birra indipendente risulta essere in netta crisi. Il prodotto artigianale e agricolo vive un momento così difficile da lamentare un crollo del fatturato del 90%. Con la chiusura di pub, ristoranti e il blocco di fiere, eventi, sagre e di qualsiasi attività legata allo street food, è blocco totale di una filiera dalle grandi potenzialità, che prende le aziende produttrici di luppolo e orzo distico oltre che 900 microbirrifici artigianali del Paese.

Il comparto ormai cresciuto vale il 4% del mercato nazionale e dà lavoro a 7mila addetti, producendo 500mila ettolitri – di cui il 20% biologico – e fatturando oltre 250 milioni annui (secondo Unionbirrai). Oltre alla questione ristori, meramente politica e che vede l’interessamento generale anche perché al momento queste aziende ne sono escluse, si verifica anche una problematica forte legata alla deperibilità del prodotto, per sua natura non pastorizzato, e si richiede particolare attenzione al settore nelle prossime misure allo studio del Governo, con l’urgenza di trovare soluzioni ad hoc per la produzione artigianale, differenziando questo segmento da quello industriale.

La birra artigianale e agricola è una nicchia del mercato ma è in continua evoluzione e negli ultimi anni ha conquistato soprattutto il gusto dei giovani: il 60% dei millennial italiani è un conoscitore attento delle varie tipologie di birra, da quelle delle bottiglie da collezione, alle profumate e variopinte. La birra artigianale è anche entrata recentemente nel paniere Istat, a testimonianza del suo successo crescente nelle famiglie italiane. Occorre ora un intervento mirato, senza il quale è a rischio un settore costituito da tanti piccoli produttori indipendenti, che incentiva la produzione di cereali dedicata e crea un circuito produttivo al 100% italiano, dal campo alla distribuzione.

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