Basilicata: successo a Tolve per “Le piazze del bio”

TOLVE (POTENZA) – “In Basilicata il settore del biologico è molto seguito e può rappresentare un’occasione di forte sviluppo per l’agricoltura lucana. Perciò è importante il confronto con le organizzazioni dei produttori di tutta le regione e dei vari comparti, da quello cerealicolo a quelli vitivinicolo, olivicolo, lattiero-caseario e ortofrutticolo, presenti a Tolve, per programmare politiche di sostegno per il settore”.

TOLVE (POTENZA) – “In Basilicata il settore del biologico è molto seguito e può rappresentare un’occasione di forte sviluppo per l’agricoltura lucana. Perciò è importante il confronto con le organizzazioni dei produttori di tutta le regione e dei vari comparti, da quello cerealicolo a quelli vitivinicolo, olivicolo, lattiero-caseario e ortofrutticolo, presenti a Tolve, per programmare politiche di sostegno per il settore”.

Lo ha detto l’assessore lucano all’Agricoltura, Vilma Mazzocco, aprendo i lavori della manifestazione “Le piazze del bio” a Tolve, “un’area interna – ha aggiunto l’assessore – che intendiamo rivitalizzare proprio per l’importanza delle colture sviluppate su questo territorio e per la qualità elevata che esse esprimono e per le sue caratteristiche”.

Alla manifestazione, alla quale era presente il dirigente generale del Dipartimento Agricoltura, Carmen Santoro, hanno partecipato il sindaco di Tolve, Rocco Viggiano, e il conduttore della trasmissione televisiva Pollice Verde, Luca Sardella. Il sindaco ha ringraziato la Regione Basilicata per “l’attenzione verso le aree interne e l’agro di Tolve che ben si candidano a rappresentare il biologico e le produzioni naturali della Basilicata”.

Sardella ha guidato l’assessore e i presenti attraverso gli stand delle aziende produttrici, dalle quali sono emerse indicazioni di cui la Regione terrà conto per programmare le azioni verso il settore. Il metodo biologico è sostenuto da regimi di aiuto comunitari, ma è anche indotto dalla ricerca di soluzioni alternative ai tradizionali sbocchi di mercato sempre più in difficoltà per effetto della globalizzazione dei flussi commerciali, facendo leva su un metodo di coltivazione e di allevamento che ammette solo l'impiego di sostanze naturali, presenti cioè in natura, escludendo l'utilizzo di sostanze di sintesi chimica (concimi, diserbanti, insetticidi). In Basilicata il biologico è favorito soprattutto da un contesto ambientale e strutturale che offre le condizioni ideali per affermarsi.

La Regione guida e asseconda tali dinamiche poiché il contributo che il settore primario può dare al consolidamento dei processi di sviluppo sostenibili è rilevante. Così una fitta e diffusa rete di aziende biologiche diventa un presidio territoriale strategico per la tutela del ricco patrimonio di risorse naturali della Basilicata arrecando, così, benefici a tutte le altre attività produttive e alla intera collettività. In altre parole, agricoltura biologica significa sviluppare un modello di produzione che eviti lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, in particolare del suolo, dell'acqua e dell'aria, utilizzando invece tali risorse all’interno di un modello di sviluppo che possa durare nel tempo. Per salvaguardare la fertilità naturale di un terreno gli agricoltori biologici utilizzano materiale organico e, ricorrendo ad appropriate tecniche agricole, non lo sfruttano in modo intensivo. Per quanto riguarda, invece, i sistemi di allevamento, si pone la massima attenzione al benessere degli animali, che si nutrono di erba e foraggio biologico e non assumono antibiotici, ormoni o altre sostanze che stimolino artificialmente la crescita e la produzione di latte. Inoltre, nelle aziende agricole devono esserci ampi spazi perché gli animali possano muoversi e pascolare liberamente. Il bilancio 2010 dei consumi alimentari biologici in Italia ha confermato la crescita continua di un comparto che vale circa 3 miliardi di euro, conta più di 48 mila addetti, è tra i primi esportatori al mondo (circa 900 milioni di euro), tra i primi Paesi al mondo per superficie coltivata bio (oltre 1milione e 100mila ettari), è ai vertici per numero di aziende votate al bio e per la produzione di ortaggi, cereali, agrumi, uva, olive bio. Il 2010 si è chiuso positivamente per il comparto, con una crescita dei consumi su base annua dell’11,6% in valore, che risulta essere il più elevato degli ultimi otto anni. I rilevamenti Ismea di gennaio e febbraio 2011 confermano la tendenza: la spesa domestica per prodotti biologici confezionati (+13%), mentre per l’ortofrutta fresca e sfusa l’aumento è stato dell’11,6%. Perciò si tratta di un comparto vitale in cui la Basilicata può e deve investire per potenziare il valore del settore primario.