Barilla Center: Italia fanalino di coda nel benessere

In Italia si sta peggio che in Danimarca, Francia e Stati Uniti, oltre che nella maggior parte degli altri grandi Paesi industrializzati. Solo la Grecia e, in certi casi, la Spagna, si trovano dietro il Bel Paese.

In Italia si sta peggio che in Danimarca, Francia e Stati Uniti, oltre che nella maggior parte degli altri grandi Paesi industrializzati. Solo la Grecia e, in certi casi, la Spagna, si trovano dietro il Bel Paese. È questa la conclusione che il Barilla Center for Food and Nutrition, il centro di pensiero indipendente, ha presentato alla Camera dei Deputati nell’ambito di un’indagine conoscitiva sugli indicatori del benessere.

Nel corso dell’audizione alla Commissione Bilancio, che sta raccogliendo pareri di esperti sugli indicatori di benestare che vanno oltre la misurazione puramente economica data dal prodotto interno lordo (PIL), i rappresentanti del BCFN hanno proposto due indici: quello del benessere e quello della sostenibilità.

In entrambi i casi, l’Italia si colloca tra le ultime posizioni. L’indagine parlamentare, che ha già sentito i pareri di economisti e statistici italiani ed internazionali, nasce dalla ormai diffusa percezione tra l’opinione pubblica dell’insufficienza del PIL come indicatore per comprendere pienamente le dinamiche delle società moderne. Nell’indice di benessere del BCFN – misurato con parametri che vanno dal tempo mediamente dedicato ai pasti, all’intensità del traffico, al livello di corruzione – l’Italia è al terzultimo posto con un punteggio di 4,9 su 10, davanti solo alla Grecia (3,8) e la Spagna (4,5). Il primato spetta alla Danimarca (7,5), seguita da Svezia (7,0), Regno Unito (6,3), Giappone (5,7) e Francia (5,7). Secondo l’indice di sostenibilità del BCFN – misurato con parametri che vanno dalla percentuale di fumatori, all’utilizzo delle fonti rinnovabili per la fornitura di energia, all’emissione di CO2 – l’Italia (5,1) fa solo meglio della Grecia (3,3).

Al primo posto la Svezia (7,7), seguita da Danimarca (7,6), Germania (6,2) , Francia (6,1) e Regno Unito (5,8). Una piccola consolazione per l’Italia: un sotto indice di benessere, quello che guarda solo l’aspetto psicofisico e comportamentale, vede il Bel Paese al primo posto (7,7). Quando si guardano indicatori quali l’aspettativa di vita in buona salute, il tasso di mortalità per suicidi, il consumo di antidepressivi, e il tasso di obesità, gli italiani stanno messi meglio degli spagnoli (7,1), i giapponesi (7,0), i francesi (6,4) e i danesi (5,0). All’ultimo posto gli Stati Uniti con solo 2,5 su 10.