Autostrada adriatica: il fronte del “no” da Italia Nostra a Report

Off the Report”, il nuovo programma a cura di Milena Gabanelli e Sigfrido Ranucci andato in onda la scorsa settimana su Raitre, ha trattato il tema dell’Autostrada tirrenica.

Off the Report”, il nuovo programma a cura di Milena Gabanelli e Sigfrido Ranucci andato in onda la scorsa settimana su Raitre, ha trattato il tema dell’Autostrada tirrenica.

Nel corso della puntata del 3 giugno sono stati infatti approfonditi i dubbi e le problematiche del progetto autostradale Rosignano-Civitavecchia, che, da anni, interessa il tratto dell’Aurelia laziale dall’uscita della Roma-Civitavecchia fino a quello toscano a Livorno.

Nicola Caracciolo, vice presidente nazionale di Italia Nostra, è stato il protagonista di un lungo intervento all’interno del lavoro realizzato dalla redazione di “Off the Report”. Caracciolo ha esposto le ragioni che hanno convinto la storica associazione a presentare ricorso al Tar nei confronti del lotto 6A del progetto, ovvero il tratto Civitavecchia-Tarquinia. Del ricorso ha parlato l’avvocato Fidone del Foro di Roma, legale che si è occupato della stesura materiale e dell’istruttoria.

A corroborare le tesi di Italia Nostra le dettagliate analisi del professor Gianni Mattioli, già sottosegretario alle opere pubbliche del primo governo Prodi e il professor Tamburino dell’Università La Sapienza di Roma. Entrambi hanno mostrato alcune incongruenze di fondo sulla reale utilità della nuova infrastruttura. Sono inoltre intervenuti alcuni membri del Coordinamento territoriale NoSat, della stessa Italia Nostra, i portavoce dei Comitati di Grosseto e Tarquinia.

Caracciolo, davanti alle telecamere, ha presentato il ricorso al Tar portato avanti nei confronti del lotto 6A del progetto, ovvero il tratto Civitavecchia-Tarquinia. Il servizio di approfondimento, curato dal giornalista Emilio Casalini, ha aperto con un’intervista all’ingegner Bargone, presidente di Sat spa, la società concessionaria della costruzione dell’autostrada e contemporaneamente anche commissario governativo straordinario al completamento del corridoio autostradale. Ossia esecutore e controllore di se stesso. Attualmente il progetto a Nord prevede la conversione della Variante Aurelia (SS1-E80 superstrada a quattro corsie, gratuita) nel tratto da Rosignano a Grosseto Sud, in autostrada a pagamento, mentre il tratto più pericoloso, tra Grosseto Sud e Civitavecchia, rimane ancora senza un progetto definitivo, almeno fino a Capalbio.

Nel corso della trasmissione è stata denunciata anche la scomparsa delle opere complementari (esempio di questi giorni il Lotto 0 Chioma-Maroccone, la 398 di Piombino), soprattutto delle complanari approvate nel 2008 e eliminate dal progetto definitivo. Una scomparsa che avrà ripercussioni pesantissime, economiche e sociali, sulla mobilità delle popolazioni interessate e sulle attività economiche, specialmente quelle agricole.

“Da anni Italia Nostra e il Coordinamento dei Comitati e Associazioni Ambientali – spiega Nicola Caracciolo – costituiti lungo tutto l’asse del progetto autostradale, dicono cose cui oggi, finalmente, viene dato un taglio e un risalto giornalistico appropriato per far conoscere al grande pubblico lo scempio perpetrato ai danni della Maremma attraverso questo insensato progetto per scippare la SS Aurelia ai cittadini a beneficio di una società privata. Inoltre – prosegue Nicola Caracciolo – dobbiamo sottolineare l’importanza paesaggistica e ambientale della Maremma nell’economia dell’intera provincia, specialmente per le attività turistiche che costituiscono oltre il 30% del Pil dei territori e per le attività agricole tradizionali. La costruzione del ‘Corridoio tirrenico’ starebbe a significare la lesione al diritto alla mobilità gratuita dei cittadini che da decenni abitano il territorio maremmano sopratutto per la mancata previsione della realizzazione della rete delle “necessarie” complanari; per l’onere del pedaggio che ricadrebbe sulla popolazione residente e in particolar modo sui lavoratori pendolari. Infine perché farebbe cadere la prospettiva di poter far ricomprendere la Maremma nel patrimonio ambientale e paesaggistico dell’umanità e quindi perdere il riflesso agro/turistico che questo comporterebbe. Per questo – chiosa Caracciolo – proponiamo una sana ristrutturazione della S.S. Aurelia che, con minor spesa, porterebbe evidenti benefici all’economia locale e porrebbe fine al pesante tributo in termini di vite umane costate a tante famiglie”.