Aumenta al 10% la compensazione Iva in favore del latte

Un decreto del ministero dell’Economia di concerto con quello dell’Agricoltura del 26 gennaio, pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 17 febbraio, ha dato immediata attuazione alla modifica delle percentuali di compensazioni dell’Iva nei regimi forfettizzati degli agricoltori per i prodotti lattieri e per gli animali bovini e suini.

Un decreto del ministero dell’Economia di concerto con quello dell’Agricoltura del 26 gennaio, pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 17 febbraio, ha dato immediata attuazione alla modifica delle percentuali di compensazioni dell’Iva nei regimi forfettizzati degli agricoltori per i prodotti lattieri e per gli animali bovini e suini.

Il decreto è stato emanato in applicazione della corrispondente disposizione contenuta nella legge di stabilità 2016 approvata alla fine dell’anno 2015, ed è quindi applicabile sin dal primo gennaio 2016 per il corrispondente periodo d’imposta e per quelli successivi. In questa maniera si realizza l’impegno del Governo a venire in soccorso del settore lattiero caseario che si trova in grave crisi dopo la cessazione del regime delle quote latte avvenuto ad aprile del 2016.

D’altra parte sin dall’istituzione dell’imposta sul valore aggiunto nel 1972, era stato deciso, che per le cessioni dei prodotti agricoli e ittici compresi in una specifica tabella, un regime di detrazione forfettizzata dell'imposta sul valore aggiunto basato sull'applicazione di percentuali di compensazione stabilite, per gruppi di prodotti, con decreto del Ministro delle finanze di concerto con il Ministro per le politiche agricole.

La legge di stabilità 2016 ha quindi deciso che sono innalzate le percentuali di compensazione applicabili a taluni prodotti del settore lattiero-caseario in misura non superiore al 10 per cento, entro il limite di 20 milioni di euro di minori entrate, nonché quelle applicabili nell'anno 2016 agli animali vivi delle specie bovina e suina in misura non superiore, rispettivamente, al 7,7 per cento ed all'8 per cento.

Le minori entrate previste e stimate in 20 milioni di euro costituiscono l’ammontare del sostegno che viene concesso ai produttori in termini di riduzioni della pressione fiscale e di conseguenza in termini di maggiori ricavi conseguibili dallo svolgimento dell’attività stessa.

La maggioranza degli agricoltori comunque, ha già usato le nuove percentuali di compensazioni in occasione della liquidazione Iva mensile del 16 febbraio, per cui il decreto ministeriale conferma solo ufficialmente la nuova normativa che peraltro era stata preannunciata da un comunicato ministeriale.

Nello specifico, il provvedimento dispone che, con effetto dal 1° gennaio 2016, sono innalzate al 10% le percentuali di compensazione applicabili alle cessioni di latte fresco non concentrato né zuccherato e non condizionato per la vendita al minuto, esclusi yogurt, kephir, latte cagliato, siero di latte, latticello (o latte battuto) e altri tipi di latte fermentati o acidificati, nonché alle cessioni degli altri prodotti compresi nel n. 9) della tabella A, parte I, allegata al DPR n. 633/1972, escluso il latte fresco non concentrato né zuccherato, destinato al consumo alimentare, confezionato per la vendita al minuto, sottoposto a pastorizzazione o ad altri trattamenti previsti da leggi sanitarie.

Con lo stesso decreto è stato stabilito, per il solo anno 2016, l’innalzamento al 7,65% della percentuale applicabile alle cessioni di animali vivi della specie bovina, compresi gli animali del genere bufalo, ed al 7,95% della percentuale relativa alle cessioni di animali vivi della specie suina.

Attualmente le percentuali di compensazioni erano stabilite nella misura dell’8,8% per il latte e nelle misure del 7% e del 7,65% rispettivamente per gli animali bovini e suini a fronte di una aliquota ordinaria Iva per tutti i prodotti del 10%. Per il latte quindi si avrà la totale compensazione dell’Iva con i versamenti azzerati mentre prima rimaneva sempre una differenza da versare dell’1,2%.

Si ricorda che le percentuali di compensazione, applicate all'ammontare delle cessioni, determinano l'ammontare dell'Iva detraibile, in luogo dell'imposta assolta sugli acquisti, per le imprese agricole che adottano il regime speciale Iva di cui all'articolo 34 del decreto Iva.

Viceversa, le predette percentuali assumono la funzione anche di aliquote Iva nell’ambito delle cessioni effettuate da produttori agricoli esonerati e dei passaggi a società cooperative quando sia il socio conferente che la cooperativa operano in regime speciale Iva.