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Viterbo, a lezione di agricoltura sociale e biodinamica

10/06/2015 | Realtà locali
Formazione sui valori, pratici e nutrizionali, dell'agricoltura

Aperte fino a lunedì 15 giungo le iscrizioni ai corsi della summer school su "Agricoltura sociale" (26-30 giugno) e“Agricoltura biodinamica" (1-5 luglio), organizzati da Slow Food Viterbo in concomitanza con lo Slow Food Village e la nona edizione di Caffeina Cultura.

L’iniziativa ha il patrocinio dell’Università degli Studi della Tuscia, dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, di Slow Food Italia, della Camera di Commercio di Viterbo e di AiCare. I docenti coinvolti guideranno i partecipanti in un percorso formativo articolato con approfondimenti in aula e visite guidate nelle aziende agricole, per sperimentare anche sul campo cosa significhi fare agricoltura sociale e agricoltura biodinamica.

Il corso, in programma nella sede del CeFAS, a Villa Tedeschi a Viterbo, si rivolge prioritariamente a studenti universitari, imprenditori agricoli, liberi professionisti del settore agrario e in generale a quanti sono interessati ad approfondire le tematiche relative all'agricoltura sociale e biodinamica. Per consultare il programma delle giornate, ricevere ulteriori informazioni e procedere con l’iscrizione:  www.cefas.org.

Ricordiamo in breve cosa significa agricoltura sociale; essa fa riferimento alla capacità del contesto agricolo di contribuire a percorsi di accoglienza, formazione, integrazione sociale e lavorativa di gruppi specifici di popolazione portatori di disagi o svantaggi di diversa natura, tali da richiedere interventi da parte dei sistemi locali di welfare. Sebbene da sempre l’agricoltura abbia informalmente esercitato una funzione sociale, solo negli ultimi dieci anni organizzazioni agricole, soggetti del terzo settore e istituzioni pubbliche ne hanno colto le valenze originali e innovative attivandosi in vari territori del paese per promuoverne lo sviluppo e il consolidamento.

L'agricoltura biodinamica, invece, nasce negli anni venti del secolo scorso, quando un gruppo di agricoltori tedeschi iniziò a mettere in pratica i principi per un’agricoltura sana ed ecosostenibile espressa da Rudolf Steiner in un ciclo di otto conferenze tenute nel 1924 a Koberwitz presso Breslavia. Già allora gli agricoltori coscienziosi erano preoccupati degli effetti negativi che la concimazione con nitrati di sintesi, a quei tempi al suo esordio, stava esercitando sulla fertilità del terreno, sulla vitalità dei semi e sulla qualità degli alimenti. L'obiettivo primario del metodo biodinamico, in cui l'azienda agricola è concepita come un organismo i cui organi, il suolo con le acque, le piante, gli animali e l'agricoltore operano armonicamente, è mantenere il terreno fertile e ben strutturato. Tutto questo si ottiene grazie al ripristino dell'humus che solo con il metodo biodinamico può essere ricreato in tempi brevi, grazie a un insieme di azioni a cui si abbina il corretto uso dei preparati biodinamici.