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Vino italiano, calo in Canada

21/09/2018 | Oltrefrontiera
Il Ceta ha festeggiato un anno e, per il vino, il risultato non è positivo

Giù del 3% le bottiglie di vino Made in Italy esportate in Canada nel primo semestre del 2018. E’ il risultato di un’analisi basata sui dati Istat relativi al commercio estero, in occasione del primo anniversario dell’entrata in vigore, in via provvisoria, del Ceta, avvenuta il 21 settembre 2017.

Andando in dettaglio, con il Ceta si è verificata una brusca inversione di tendenza, sia in quantità che in valore, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Se si dovesse individuare un’area di miglioramento, si direbbe che l’accordo non protegge dalle imitazioni dall’Amarone all’Ortrugo dei Colli Piacentini e non prevede nessun limite per i wine kit che promettono di produrre in poche settimane le etichette più prestigiose dei vini italiani, dal Chianti al Valpolicella, dal Barolo al Verdicchio che il Canada produce ed esporta in grandi quantità in tutto il mondo. E non trovano al momento tutela importanti vini, tra gli altri, quali l’Amarone, il Recioto e il Ripasso della Valpolicella, il Buttafuoco e il Sangue di Giuda dell’Oltrepo’ Pavese, la Falanghina del Sannio. Insomma, luci e tante ombre.