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Vino, il mercato mondiale rallenta

15/03/2019 | Visioni
Nel 2018 si consuma meno in usa e in Cina. Cresce solo mercato spumanti

A sorpesa, il mercato del vino nel mondo ha conosciuto, nel 2018, una battuta d’arresto. Subito è partita la riflessione, “dopo un 2018 difficile per via della scarsa vendemmia 2017 e gli inizi di un 2019 che, invece, si annuncia problematico dopo l’abbondante produzione dell’ultimo anno. Risulta imprescindibile agire rapidamente e mettere a disposizione delle imprese italiane strumenti che aumentino la loro competitività”.

E così il mondo del vino invoca l’intervento del ministro Centinaio, affinché renda operativo il decreto promozione e dia un'accelerata al lavoro di coordinamento con Ice per un utilizzo efficace e completo dei fondi previsti per la promozione internazionale. 

Sono parole di Paolo Castelletti, segretario generale di Unione Italiana Vini (Uiv). I numeri delineano un quadro generale in calo, che deve fare riflettere il comparto: il volume globale importato nel 2018 dagli 11 grandi Paesi monitorati dall'Osservatorio ha registrato un -4% rispetto all’anno precedente, raggiungendo una quota di poco superiore ai 39 milioni di ettolitri tra vino fermo e spumante, per un valore di circa 22 miliardi di dollari, in aumento del 3% rispetto al 2017. 

I vini fermi confezionati sono quelli che hanno vissuto l’anno più difficile: oltre allo stallo patito sul continente americano (-1% in volume tra Usa, Canada e Brasile), si è aggiunta la novità del rallentamento della piazza cinese (-8% a volume). Questa situazione ha dunque generato un saldo dell’aggregato attorno a -5% a volume (34 milioni di ettolitri), controbilanciato solo in parte dal debole aumento del 2% a valore (18 miliardi di Us $). 

Il 2018 è stato un anno parzialmente positivo per gli spumanti: il valore aggregato delle importazioni degli 11 Paesi monitorati è aumentato del 7% (4 miliardi di dollari), mentre a volume i 4,8 milioni di ettolitri di prodotto assorbiti equivalgono a un aumento del 2%, il più debole dal 2013, determinato soprattutto dal rallentamento registrato sui mercati tedesco (-8%), inglese (-1%) e giapponese (-1%), solo in parte controbilanciato dal +8% statunitense. 

In un contesto simile, in termini di volumi generali (vini fermi, frizzanti e spumanti), le esportazioni di quasi tutti i grandi Paesi produttori hanno sofferto: gli unici segnali positivi, seppur contenuti a un magro +1%, sono stati registrati da Paesi minori, come Sudafrica e Portogallo. Per i big, segno meno del 2% anche per l’Italia, da raffrontarsi con -5% dell’Australia, -6% della Francia e -10% della Spagna. Per quanto riguarda i risultati in valore, invece, i recuperi sono compresi fra il +6% sudafricano e il +1% tedesco.

E l’Italia? L’Italia si accontenta di un +3%, pareggiando di fatto la performance francese, fortemente penalizzata dalla Cina, mentre sono riusciti a migliorare i propri risultati gli australiani, con una crescita del 5% dovuta alla piena entrata in vigore dell’accordo di libero scambio concluso recentemente con Pechino, primo sbocco commerciale per Canberra. 

Paesi monitorati. Lato import: Usa, Canada, Brasile, UK, Germania, Svizzera, Russia, Cina, HK, Giappone, Corea del Sud. 

Lato export: Italia, Francia, Spagna, Germania, Usa, Argentina, Cile, Sudafrica, Australia, Nuova Zelanda. 

Categorie monitorate: vini bottiglia, spumanti, BIB, sfusi.