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Vino, arriva il novello

04/11/2019 | Agricoltura
Dallo scorso 1 novembre si può bere il vino giovane

Da 3 giorni si può stappare il vino novello, che porta agli italiani una dote di 2 milioni di bottiglie. L’autorizzazione alla apertura delle bottiglie in Italia precede di tre settimane quella del rivale Beaujolais nouveau francese, bevibile a partire dal 21 di novembre.

Leggero e aromatico, il novello deve le sue caratteristiche al metodo di vinificazione messo a punto dal ricercatore francese Flanzy, fondato sulla fermentazione carbonica di grappoli integri di uve poi spremute a distanza di una decina di giorni, per un vino delicato che di solito si attesta sugli 11 gradi.

La produzione del vino novello in Italia è iniziata verso la metà degli anni '70. Il vino novello Made in Italy basato su uve Dop e Igp ha avuto una rapida espansione, toccando il picco di 17 milioni di bottiglie circa dieci anni fa per poi scendere progressivamente sino ai circa 2 milioni attuali.

Perché questo calo di produzione? Limitata conservabilità e una tecnica di produzione, la macerazione carbonica, più costosa di circa il 20% rispetto a quelle tradizionali. Ma soprattutto, gli stessi vitigni che negli anni passati rappresentavano la base del novello vengono oggi utilizzati per produrre vini ugualmente giovani, ideali per gli aperitivi, ma che non presentano problemi di durata.

La tradizione vuole che l'apertura del vino novello si festeggi a San Martino l'11 novembre, giorno in cui da sempre i contadini chiudono il bilancio di un anno di lavoro.