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Vinitaly 2019, il punto sul vino italiano nel mondo

04/04/2019 | Visioni
La rassegna comincia domenica 7 aprile a Verona

L’avventura ha avuto inizio nel lontano 1967, ed allora l’evento si svolgeva sempre a Verona ma nel Palazzo della Gran Guardia, con le prime, sparute, aziende vitivinicole aderenti. Oggi il Salone Internazionale dei Vini e dei Distillati (7-10 aprile, Veronafiere) si amplia e ricopre una superficie di 100mila metri quadrati di esposizione. La presentazione ufficiale, a Roma, della 53ª edizione di Vinitaly, ci dice che oggi la kermesse conta  la bellezza di 4.600 aziende provenienti da 35 nazioni. Le etichette a catalogo sono oltre 17mila.  In calendario oltre 400 eventi e una geolocalizzazione del quartiere fieristico.

Dal punto di vista dei numeri, VeronaFiere, in collaborazione con Nomisma Wine Monitor, comunica che l’Italia chiude in positivo l’export: nel 2018, +3,3% (6,149 mld di euro), ma in testa c’è la Francia con 9,334 mld di euro. L’Ue rimane il mercato più importante (13,3 mld di euro) ma in 10 anni cresce solo del 20%. Poi l’area del Nord America, a +65% e 6,95 mld di euro, tallonata dall’Asia. 

L’Asia Orientale è l’area in cui l’import di vino è cresciuto di più nell’ultimo decennio: +227% (6,45 mld di euro nel 2018).  Tra i 10 top buyer, Cina e Hong Kong hanno registrato la crescita in valore più accentuata (import da mondo) negli ultimi 5 anni, con un tasso annuo di crescita a +14,9% e +11% - La variazione più bassa del quinquennio è invece quella dei 2 top buyer europei, Uk e Germania, rispettivamente a -2,3% e +1,2%.

Nell’Asia Orientale la Francia è leader con quota di mercato al 50% e oltre 3,2 mld di euro. Poi Australia (15,9%), Cile (8,9%) e Italia (6,5%; 5,9% in Cina) Le esportazioni di Bordeaux e Borgogna valgono oltre 1 mld di euro, più del quadruplo rispetto a tutti i rossi italiani. L'Italia è cresciuta meno del mercato in tutti i principali Paesi. Le stime nei prossimi 5 anni ci premiano, invece, in primis in Cina e Corea del Sud. Si sottolinea inoltre che la domanda globale di vino dell’Asia Orientale vale 6,45 miliardi di euro di import ed è prossima all’aggancio del Nord America (Canada e Usa), a 6,95 miliardi di euro.

Nella corsa al vino, l’Asia Orientale sta facendo gara a sé con un balzo a valore negli ultimi dieci anni del 227% (12,6% il tasso annuo di crescita): 11 volte in più rispetto ai mercati Ue e quasi il quadruplo sull’area geoeconomica Nordamericana. Veronafiere ha comunicato infine che sta lavorando a una piattaforma di proprietà in Cina.