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Vesuvio, sempre meno terreno agricolo disponibile

10/04/2015 | Realtà locali
Nel Parco nazionale del Vesuvio sono spariti 2300 ettari di superficie agricola.

All’interno del Parco nazionale del Vesuvio, che comprende 13 Comuni dislocati su 7259 ettari di territorio tutelato in provincia di Napoli, nel giro di 20 anni – tra i censimenti dell’agricoltura del 1990 e del 2010 - sono svaniti nel nulla ben 2300 ettari di superficie agricola totale.

E’ il dato, clamoroso, che emerge dal rapporto 2014 “L’economia reale nei parchi nazionali e nelle aree naturali protette” redatto dal ministero dell’Ambiente e da Unioncamere, presentato a Napoli in una conferenza stampa organizzata da Movimento Cittadini per il parco.

Presenti, tra gli altri, Giovanni Marino, presidente del Movimento Cittadini per il parco e presidente del Consorzio di tutela del Pomodorino Piennolo del Vesuvio Dop, Felice Picariello, sindaco di Ottaviano in rappresentanza della Comunità del Parco del Vesuvio.

Secondo i dati statistici disponibili, nel giro due censimenti agricoli, nei 13 comuni del Parco del Vesuvio, istituito nel 1995, hanno chiuso i battenti tante aziende agricole da portare la Sat dai 3mila ettari del 1990 ai soli 700 ettari del 2010: un crollo delle superfici coltivate del 76%.

La responsabilità va probabilmente agli ultimi condoni, in quanto l’incremento demografico di appena 1200 anime non può avere avuto un’influenza così ampia.

“Ma su tutto – spiega Marino, presidente del Movimento Cittadini per il parco – ha prevalso o l’abbandono delle campagne o molto semplicemente la chiusura delle partite Iva, per cui oggi molti continuano sicuramente a coltivare la terra sotto il Vesuvio, ma per mero hobby, in una logica di autoconsumo che non consente ad una proprietà molto parcellizzata di avere accesso al mercato e agli incentivi”.

Ed è un danno per il territorio vesuviano e per chi continua a fare impresa: "In questo modo si rischia di perdere del tutto intere produzioni tipiche, come i piselli di Trecase o le ciliegie del Monte Somma – afferma Marino - aumentando il rischio che terreni sui quali oggi non vi è un interesse di natura reddituale possano col tempo essere abbandonati del tutto, a danno della biodiversità agricola e secondo una logica che può solo favorire la definitiva perdita di questi suoli agricoli”. Insomma, la cementificazione (ulteriore) è dietro l’angolo.

Pur in questo duro contesto, il Movimento Cittadini per il parco ha lanciato per il quarto anno consecutivo l’iniziativa di valorizzazione del territorio vesuviano “Girando intorno al Vesuvio” volta ad esaltare quest’anno proprio le attività e le produzioni agricole.

photo credit to hotelorsamaggiorenapoli.it