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Verso la riduzione dell’energia nelle serre

26/01/2012 | Energia
Presentiamo il progetto Euphoros, dedicato al miglioramento delle performance delle serre

Gli obiettivi di sostenibilità ambientale passano principalmente per la riduzione dell’energia impiegata e nell’incremento di quella ottenuta da fonti rinnovabili.

Proprio nella prima direzione si muove il progetto “Euphoros”, finanziato dall’Unione europea, attraverso il quale un gruppo di scienziati europei ha ottenuto una riduzione del 50% nella quantità di energia utilizzata nella produzione di piante coltivate in una serra, oltre a ridurre anche l'uso di acqua e fertilizzanti del 30% e di pesticidi del 10%.

Tutto ciò mantenendo alti gli standard di produzione e di ritorno economico per i coltivatori. L’iniziativa è particolarmente importante in quanto i prodotti coltivati in serra hanno acquisito ormai spazi crescenti e un ruolo sempre più centrale nella nostra vita quotidiana. Il progetto “Euphoros” ha migliorato l'efficienza della produzione vegetale in tre modi: innanzitutto, riducendo la quantità di risorse utilizzate, in particolare attraverso una migliore progettazione; in secondo luogo, riducendo la quantità dei rifiuti prodotti, intervenendo in particolare nel modo in cui vengono gestiti i processi di produzione; infine, migliorando la produttività e la ricaduta ambientale, utilizzando un sistema di monitoraggio per le colture.

Nel dettaglio, sono stati sviluppati dei rivestimenti in vetro che garantiscono un perfetto equilibrio tra la trasmissione della luce, la diffusione e l'isolamento termico, mentre innovative coperture di plastica possono proteggere le colture contro infestazioni parassitarie e migliorare il clima interno della serra.

Inoltre, è stato progettato un importante prototipo in grado di immagazzinare il calore in eccesso durante il periodo estivo, che poi rilascia in inverno nella serra. Gli scienziati coinvolti nel progetto hanno studiato la produzione di pomodori e di rose in una serie di serre in tutta Europa.

Hanno così identificato le aree in cui i miglioramenti possono essere rivelanti, utili in particolare a ridurre la quantità di combustibili fossili, di pesticidi, di acqua e di rifiuti prodotti a seguito della coltivazione di tali piante. Cecilia Stanghellini, responsabile del progetto scientifico, spiega che “l’impronta ecologica della produzione in serra può essere ridotta a quasi niente”, e che, nel contempo, “i costi di gestione per i coltivatori possono essere notevolmente diminuiti”.

Per esempio, una migliore gestione del sistema di irrigazione può non solo fare bene all’ambiente, ma anche alle tasche degli imprenditori agricoli. Il team di scienziati sta operando nell’ambito di un progetto quadriennale finanziato dall'Unione europea in cinque centri di ricerca leader e in cinque imprese commerciali presenti in sei Paesi europei.

Il progetto è costato circa 4,5 milioni di euro, di cui tre milioni finanziati dall'Unione europea. Attraverso la creazione di sistemi che lavorano per una vasta gamma di colture in diverse zone climatiche ed economiche dell'Unione europea, le potenzialità di questo progetto non hanno confini. La ricerca è stata effettuata con il coinvolgimento delle parti interessate nel Regno Unito, Spagna, Italia, Ungheria e Paesi Bassi.