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Verso l’eclissi l’era dei vini commerciali?

25/07/2012 | Agricoltura
I protagonisti della scena internazionale, intervenendo ai “Laboratori del gusto” e agli “Incontri con l’autore”, affronteranno alcuni tra i temi che più fanno discutere il settore vitivinicolo.

L’era dei vini commerciali si sta esaurendo: i nuovi clienti chiedono prodotti più autentici da assaporare in tempi relativamente brevi piuttosto che comprare bottiglie molto costose da tenere in cantina per decine di anni”.

E’ quanto afferma Rose Marie del Domaine Ponsot di Morey-St-Denis, in un’intervista che anticipa il suo intervento al prossimo Salone del Gusto e Terra Madre, a Torino dal 25 al 29 ottobre 2012. All’edizione 2012, più di 40 eventi sono dedicati al vino. I protagonisti della scena internazionale, intervenendo ai “Laboratori del gusto” e agli “Incontri con l’autore”, affronteranno alcuni tra i temi che più fanno discutere il settore vitivinicolo come le questioni legate al vino “naturale”, tra serietà dei produttori e regole a prova di furbetto, o il dibattito su vitigni e terroir, declinati secondo le principali tendenze produttive del mondo, che al Salone vedrà il confronto tra la tradizione del pinot nero in Borgogna e il progresso fast and furious dello stesso vitigno in Nuova Zelanda.

Ma soprattutto ci sarà la presentazione della terza edizione di Slow Wine, la guida che ha cambiato i parametri di valutazione del mondo enologico. Per l’occassione verrà allestito un grande banco d’assaggio nello scenario della rampa del Lingotto con mille etichette presenti in guida. Oltre alla possibilità di questo magnifico viaggio tra aromi e sapori dell’enologia italiana, ai partecipanti verrà omaggiata una copia della guida Slow Wine 2013.

Aperta tutti i giorni dell’evento, un’Enoteca con oltre 1.200 etichette delle cantine italiane che aderiscono al Progetto Vino di Slow Food e le vecchie annate selezionate dalla Banca del Vino di Pollenzo. Tra gli appuntamenti in programma, il “Laboratorio del gusto viaggio nell’universo Krug”, una degustazione degli champagne più emblematici della storica maison francese guidata dal patron Olivier che in un’intervista ci anticipa: “Non sono in grado di predire il futuro dello champagne, ma probabilmente ci troveremo a dover affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici e sociali. Ciò che posso assicurare è che non ci adatteremo perché il nostro obiettivo è creare l’espressione più generosa e straordinaria dello champagne, e questo non cambierà mai”.

La produzione vinicola e il lavoro di vigneron sensibili alle tematiche della sostenibilità sono fondamentali per scongiurare la progressiva avanzata del cemento e la perdita di terreni fertili. Il Salone ce ne darà un assaggio nel “Laboratorio del gusto Salviamo il paesaggio: vigneti e vini a rischio”, con alcune case history raccontate direttamente dai produttori: le vigne di Nusserhof minacciate dalla stazione di Bolzano, Corte Sant’Alda che racconta di Valpolicella e del cementificio di Fumane, la Cantina Bonsegna, che parla di Salento e pannelli solari, Cantine del Taburno, con la sua storia di vini irpini e speculazione edilizia.

Purezza aromatica, finezza minerale e grande digeribilità sono le caratteristiche dei sei vini greci ottenuti da sole uve autoctone in vigne condotte in biologico o biodinamico. A guidare l’incontro “Terroir d'Europa: Grecia inedita”, Georgios Ioannidis, ex professore di greco moderno in Francia, che in virtù della sua grande passione per il vino si è dedicato alla ricerca vecchi terroir e vitigni ellenici.