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Tutela del consumatore, anche online non è sempre garantita

02/12/2015 | Salute
La mancanza più grave è nelle etichettature non complete e che non indicano gli allergeni

Il 51 per cento dei più importanti portali di e-commerce non rispetta le norme europee di tutela del consumatore. La mancanza più grave è nelle etichettature non complete e che non indicano gli allergeni.

Anche nella ristorazione il web ha un ruolo chiave: le recensioni online sono usate sempre di più per scegliere le strutture, ma il 34% dei recensori ammette di non dire il vero. La nuova frontiera della spesa online è, dunque, ancora piena di insidie. Di tale tema si è occupato il MDC – Movimento di Difesa del Cittadino insieme a Frodialimentari.it, con la collaborazione del Corpo Forestale dello Stato. I risultati dell’inchiesta sono stati presentati in un convegno.

Portali di e-commerce: etichette non a norma e diritto di recesso negato. Se è vero che anche il commercio on-line deve rispettare la normativa del consumo sul diritto di recesso, etichettatura controllata e affidabilità dell’esercente, la ricerca ha svelato che più della metà dei maggiori portali di e-commerce lo fa, con importanti conseguenze nella tutela e sicurezza del consumatore.

Sono stati monitorati 106 siti web specializzati nella vendita online di prodotti alimentari, scelti poiché quelli maggiormente frequentati dai consumatori, come si è dedotto analizzando le “parole chiave” più utilizzate sui motori di ricerca dai consumatori e seguendo le indicazioni dei maggiori siti di aggregazione di informazioni sul settore.

Dall’indagine condotta risulta che il 51 per cento dei portali analizzati non rispetta il Reg.1169 in materia di etichettatura, in quanto questi portali danno informazioni carenti e non complete sugli ingredienti dei prodotti. E questo ha una ricaduta anche in termini di sicurezza : difficilmente chi è allergico potrà quindi sapere della presenza o meno di allergeni prima di comprare un prodotto online.

Anche per l’importante diritto di recesso ci sono gravi carenze e illegalità: è questo quanto emerge dal focus “Operazione Trasparenza”, che ha messo in evidenza come l’esercizio del diritto di recesso, sancito nel 2014 dal Dl.lgs 21/14 da 10 a 14 giorni, costituisce l’elemento di irregolarità nel 65% dei portali monitorati. In particolare nella metà dei casi esaminati risulta essere non aggiornato e nel 15% del tutto assente.

Questo fenomeno è molto preoccupante poiché il consumatore spesso non è consapevole della possibilità di poter ripensare alla validità di un acquisto e inoltre, anche all’interno della percentuale del 34,9% dei siti a norma, solo in due casi è stata rilevata la presenza di un modulo corredato da un indirizzo a cui spedire la richiesta di ripensamento.

Ristorazione e recesso online - Anche nella ristorazione il web ha un ruolo chiave oggi: le recensioni online sono usate sempre di più per scegliere le strutture, ma il 34% dei recensori ammette di non dire il vero. 

Dai risultati del sondaggio online “Cibo e recensioni online: vere o false?” emerge che il 58% dei recensori è costituito da uomini, al contrario delle donne che sono per lo più attente a leggerle prima di andare in una struttura. Il 67% preferisce il web, mentre solo il 18% utilizza il libro messo a disposizione dagli esercenti per firme e commenti e tra questi il 57% recensisce abitualmente.

Il 45% degli intervistati dichiara di fare recensioni vere, ma è un 34% ad ammettere di scrivere il falso. Questo dato, unito al 7% di chi afferma che non sempre scrive in maniera obiettiva, mostra che non sempre quello che leggiamo è vero. Il perché per il 19% va ricercato nella conoscenza diretta del titolare e per il 15% nella ricezione di una mail/sms di un conoscente che invitava alla recensione. Complessivamente gli intervistati dichiarano però di non lasciarsi troppo influenzare, il 49% dice di essere rimasto soddisfatto della struttura scelta dopo la lettura delle recensioni, il 14% ha vissuto una esperienza che supera quanto recensito, il 22% non è rimasto soddisfatto in quanto era falso quanto letto nella recensione e infine l’11% non è rimasto soddisfatto a prescindere.

Non sono dello stesso avviso molti chef e ristoratori: se per il 34% la recensione online risulta essere un ottimo strumento se veritiero, per il 29,5% le recensioni online possono essere un’arma a doppio taglio, infatti molti hanno lamentato la ricezione di mail in cui si offriva come servizio quello, previo compenso, di recensioni sulle strutture, dall’altro alcuni clienti utilizzano questo strumento per chiedere sconti e agevolazioni “minacciando” la struttura di scrivere recensioni negative sia sul servizio che sulla cucina.