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Turismo in Italia, attratto anche dal cibo

28/11/2017 | Visioni
Stranieri conquistati dalla gastronomia oltre che dall'arte

I turisti che vengono da noi sono attratti non solo dall’arte ma anche dal cibo. Un rapporto Unioncamere fa emergere che il 25,9% dei visitatori degusta vini e piatti made in Italy, il 18,7% acquista in loco prodotti tipici o artigianali del territorio, l'11,3% partecipa ad eventi enogastronomici.

Tra le ragioni di scelta della destinazione di vacanza il turismo enogastronomico è la terza in assoluto, subito dopo quella culturale e naturalistica: il 12,8% dei turisti è mosso da interessi enogastronomici (13,8% degli stranieri), in particolare per interessi connessi al vino (2,8%) alla pasta (0,9%), ai salumi (0,5%). Grande soddisfazione per il livello qualitativo dei prodotti enogastronomici nostrani, con la migliore valutazione tra i fattori di offerta: la media è di 8,2 su 10. Al secondo posto si classifica la ristorazione con una media di 8,1 su 10.

Complessivamente sono quasi 211 milioni le presenze turistiche in Italia prodotte da chi effettua queste tipologie di acquisti, riferibili a oltre 19 milioni di turisti. Tale spesa produce un totale di impatto economico pari a 6,6 miliardi di euro. Inoltre, durante il soggiorno il 40,9% dei turisti utilizza applicazioni per reperire informazioni durante la vacanza e di questi, il 25,2% lo fa per conoscere dove acquistare prodotti tipici dell'enogastronomia locale. L'offerta di proposte enogastronomiche di particolare pregio costituisce la prima linea di specializzazione delle imprese turistiche italiane, veicolata dal 25,4% delle strutture ricettive.

Molto diffusi i consumi legati a quest'offerta: la spesa giornaliera dei turisti vede il 56% dei vacanzieri in Italia che acquista prodotti enogastronomici tipici, per una spesa media di 16 euro a testa. E’ ampio, tuttavia, il margine di sviluppo dei servizi che offrono un connubio tra agricoltura, enogastronomia e turismo: a detta delle stesse imprese, risultano carenti gli agriturismi (4%), i ristoranti (2,7%) e le pizzerie (2,4%), le enoteche (2%) e le forniture di specialità alimentari tipiche (0,1%). I territori con il loro gran numero di tipicità enogastronomiche sono considerati, a pieno titolo, parte dell'offerta di turismo culturale del nostro Paese.