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Trento esemplare: indagini ambientali on-line

06/12/2012 | Realtà locali
Un altro bell'esempio di efficienza e di trasparenza.Rimarrà un caso isolato?

Sul sito dell’Agenzia provinciale per la depurazione è disponibile la relazione finale delle attività del Gruppo di lavoro interdisciplinare che ha svolto le indagini ambientali nell’area dell’ex cava Monte Zaccon di Trento. Un esempio di efficienza e di trasparenza.

L’annuncio della pubblicazione era stato dato dal vicepresidente e assessore ai lavori pubblici, ambiente e trasporti Alberto Pacher nel corso di un incontro pubblico avvenuto a Roncegno Terme a settembre. Ed ora è realtà. Il sito, della superficie di circa 1,5 ettari, è stato oggetto di studi ed analisi per verificare lo stato ambientale delle acque di falda dei territori limitrofi. I dati raccolti negli ultimi due anni non hanno evidenziato particolari problematiche connesse ai rifiuti presenti nell’ex cava. Lo studio prevede comunque la prosecuzione del monitoraggio della falda con cadenza trimestrale.

Le misure di qualità delle acque sotterranee mostrano che allo stato attuale la falda in prossimità dell’ex cava di Monte Zaccon non presenta superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione. Si osserva inoltre che le captazioni idropotabili della zona attingono ad acquiferi non influenzati in modo alcuno dall’area dell’ex cava di Monte Zaccon. Le misurazioni del contenuto di metano in aria, effettuate per valutare l’eventuale pericolo di esplosività, hanno evidenziato come il contenuto di metano sia modesto e inferiore al limite.

Il contenuto cala inoltre rapidamente, fino a scomparire entro alcuni metri dal punto di emersione. I risultati delle misure effettuate, ottenuti attraverso una rete di piezometri, mostrano un quadro generalmente stabile all’esterno della ex cava. In linea generale, si osserva come sia possibile escludere la cava di Monte Zaccon dal ruolo di sorgente attiva verso l’esterno, anche se l’acqua presente sul fondo del catino della ex cava ha manifestato durante il monitoraggio un contenuto variabile dei composti di interesse, con picchi di arsenico, alluminio e ferro oltre i limiti di legge per le acque sotterranee.

Il deflusso profondo avviene tramite infiltrazione nel sistema di fratture della roccia, che nei livelli più superficiali sono maggiori e con più alta interconnessione. Tale condizione si riflette sulla maggior permeabilità dei livelli più superficiali di roccia. Le acque di falda di fondovalle più vicine alla ex cava non hanno mostrato superamenti dei limiti di legge durante il monitoraggio e rappresentano il punto ove è più probabile assistere alla fuoriuscita delle acque di infiltrazione derivanti dal catino.

La modestissima permeabilità induce un moto di infiltrazione estremamente lento, ragion per cui allo stato attuale non si ravvede necessità di intervenire in modo immediato ai fini di una messa in sicurezza di emergenza. Si osserva che la soluzione potenzialmente più efficace, ai fini di limitare il contatto fra le acque meteoriche ed i materiali depositati nel catino, sia l’approntamento di una copertura superficiale completa (“capping”) del sito. È comunque necessario proseguire con l’operazione di monitoraggio già avviata, per mantenere il controllo delle condizioni presenti. Il materiale, ovvero la relazione e gli allegati, sono pubblicati sul sito dell’Agenzia per la Depurazione: www.adep.provincia.tn.it.