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Trapani, le mani della mafia nel settore ortofrutta

16/07/2012 | Realtà locali
Sequestro da parte della Dia di sette milioni di euro di beni, come deciso dal Tribunale delle misure di prevenzione.

I loro nomi compaiono soprattutto in due indagini: quella sul controllo di alcuni mercati ortofrutticoli della Sicilia orientale e anche del Lazio come quello di Fondi, e ancora nella inchiesta su estorsioni nella quale è coinvolto Gaetano Riina, fratello del più famoso Totò “u curtu”, capo dei capi della mafia corleonese.

Appalti, l’ortofrutta, le mediazioni, la riorganizzazione mafiosa. Antonio e Massimo Sfraga, fratelli di Petrosino, centro agricolo della provincia di Trapani, comune limitrofo a quello di Marsala, protagonisti di queste inchieste hanno subito il sequestro da parte della Dia di sette milioni di euro di beni, come deciso dal Tribunale delle misure di prevenzione.

Si tratta di un altro duro colpo inferto alla mafia trapanese – si legge nel commento da parte di Libera, l’associazione contro le mafie promossa da don Luigi Ciotti. “I fratelli Sfraga sarebbero anelli di collegamento tra Matteo Messina Denaro e i clan camorristici e casalesi, secondo gli inquirenti e gli investigatori antimafia avrebbero pure sostituito il famoso “re dei supermercati” Giuseppe Grigoli all'interno della organizzazione criminale, di quella parte di holding mafiosa che, controllata dal super latitante Matteo Messina Denaro, si occupa delle filiere commerciali. E quella degli Sfraga è una grande filiera della ortofrutta, ma non solo. Il Tribunale oltre che decidere il sequestro dei beni, che si avviano così dopo la pronuncia di primo grado verso la definitiva confisca, ha anche applicato la misura di prevenzione della sorveglianza speciale per i fratelli Sfraga, per quattro anni e due mesi, periodo durante il quale dovranno anche risiedere nel loro Comune di dimora senza perciò potersi allontanare”.