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Toscana, impianti fotovoltaici a terra: via libera a criteri installazione

13/02/2013 | Realtà locali
La Toscana vota per il fotovoltaico a terra ma correttamente inserito nell'ambiente

Via libera alla proposta di deliberazione della Giunta toscana in materia di installazione di impianti fotovoltaici a terra. L’atto è passato con il solo voto di astensione di Giuseppe Del Carlo nella seduta congiunta delle commissioni Ambiente e Agricoltura, presiedute rispettivamente da Vincenzo Ceccarelli, Loris Rossetti, e della commissione Sviluppo economico.

La proposta, illustrata dal consigliere Giovanni Ardelio Pellegrinotti che ha svolto un lavoro di sintesi e affinamento oltre che di snellimento delle procedure per favorire l’installazione di impianti, nel rispetto delle normative vigenti e salvaguardando il patrimonio ambientale, detta finalità, campi di applicazione, criteri generali, localizzazione e tipologia distributiva.

In estrema sintesi, l’atto intende individuare il corretto inserimento nel paesaggio e sul territorio di impianti fotovoltaici a terra, nel rispetto delle direttive europee 2001/77/CE e 2009/28/CE relative alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e agli obiettivi obbligatori da raggiungere entro il 2020 (il 20 per cento per la Comunità, il 17 per cento per l’Italia).

Partendo da qui, sono stati individuati criteri per mitigare possibili impatti ambientali e paesaggistici attraverso parametri qualitativi cui fare riferimento. La proposta investe impianti fotovoltaici a terra, ad esclusione di quelli di potenza inferiore a 20 kWp a patto che non interessino aree sottoposte a tutela culturale e/o paesaggistica.

Da un punto di vista di localizzazione e tipologia distributiva, per una migliore integrazione, la forma dell’impianto dovrà tener conto delle caratteristiche paesaggistiche, dovrà essere localizzato evitando di interessare coltivazioni storicizzate e le caratteristiche costruttive dovranno essere tali da consentire la massima resa nella minore superficie occupata, un minore ingombro possibile dei moduli fotovoltaici mentre i manufatti a servizio dell’impianto come le cabine di trasformazione, dovranno avere un ingombro contenuto.

In tema di localizzazione, saranno privilegiate aree già dotate di rete viaria idonea, eventuali nuovi tratti per l’accesso dovranno comunque rispettare il reticolo delle strade rurali esistenti e comunque una nuova viabilità dovrà essere fatta impiegando materiali drenanti naturali e prestando la cura necessaria alla fauna.